I deputati di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, Mauro Rotelli e Carmela Bucalo hanno presentato una interrogazione al ministro del Lavoro Luigi Di Maio per sapere se ‘intenda procedere all’urgente istituzione di un tavolo di concertazione con il ministero dello Sviluppo economico per definire la vertenza che coinvolge il personale dell’azienda Unopiù, società leader nel settore dell’arredamento per esterni’.

Nel mese di settembre sono infatti terminati gli ammortizzatori sociali previsti dal contratto di solidarietà e 36 lavoratori rischiano di essere licenziati entro la fine dell’anno 2018. “Dopo tavoli di concertazione tra istituzioni, sindacati e proprietà aziendale, ancora non sono stati individuati gli strumenti necessari per salvaguardare i posti di lavoro e la presenza sul territorio di un’impresa storica che opera da ben 40 anni. Ad oggi, l’unica soluzione sembra essere l’adozione di iniziative normative per l’introduzione di ammortizzatori sociali in deroga. Il governo ha più volte annunciato che avrebbe adottato provvedimenti in tal senso per fronteggiare le molte crisi aziendali che stanno mettendo a rischio i posti di lavoro di molti dipendenti sul territorio nazionale. Ed è grave che a tutt’oggi nessun atto normativo utile sia stato posto in essere” hanno spiegato i parlamentari.

Rispondendo alla interrogazione il sottosegretario del ministero del lavoro, Durigon, ha precisato che “la procedura di licenziamento riguarda 39 lavoratori, e non 36 come emerso in questi giorni”. ”Lo stabilimento e il sito logistico interessato dalla procedura di licenziamento collettivo è situato a Soriano nel Cimino, pertanto, la competenza territoriale a trattare l’eventuale fase istituzionale della procedura appartiene alla Regione Lazio” ha aggiunto il rappresentante del Ministero del Lavoro aggiungendo di essere disponibile, laddove fosse avanzata una richiesta in tal senso, ”a partecipare ad un tavolo di concertazione anche in raccordo con il Ministero dello sviluppo economico al fine di vagliare eventuali soluzioni alternative a tutela dei livelli occupazionali”.

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