VITERBO – Tra i simboli che denotano lo stato economico benestante di un singolo o di una famiglia vi è senza dubbio il possesso di un auto di lusso.

A logica, l’avere in garage una vettura della succitata tipologia va pertanto di pari passo con un reddito elevato, certamente superiore a 10 mila euro annui.

Eppure, come evidenziato in uno studio pubblicato dal quotidiano il Sole 24 Ore, questo concetto, per certi versi ovvio, viene clamorosamente smentito.

Se infatti “si incrociano i dati sulla povertà con quelli relativi all’acquisto delle auto di lusso – afferma il quotidiano economico – succede che in alcuni comuni d’Italia si assiste ad una correlazione positiva tra questi due fenomeni”.

Tale fenomeno è presente anche in alcune realtà della Tuscia. Precisamente a Latera, Bagnoregio e Gallese. Paesi in cui, a fronte di un’elevata percentuale di redditi inferiori a 10 mila euro l’anno vi è una consistente percentuale di auto di lusso.

Va da sé che tale fenomeno non implica il fatto che i proprietari di questo tipo di automobili siano le stesse persone che hanno dichiarato meno di 10 mila euro. Certo è che il quadro evidenziato resta chiaramente curioso.

In merito alla fonte dei dati “per quanto riguarda l’Irpef – si legge su il Sole 24 Ore – si tratta dei dati sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017. Che sono resi disponibili sul proprio sito dal Ministero dell’Economia. InfoData ha scelto di considerare la percentuale di redditi inferiori a 10mila euro sul totale di quelli dichiarati. Arrivano invece dal dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti i numeri relativi alle automobili.

In particolare, InfoData ha calcolato la percentuale di auto di lusso acquistate dal 2012 ad oggi sul totale di quelle comperate nello stesso periodo. E come è stata definita un’auto di lusso? Si è scelto, in maniera del tutto arbitraria, di considerare i veicoli con una cilindrata superiore ai 3mila cc e una potenza superiore ai 200kW. Si tratta di 43mila automobili sugli oltre 8 milioni acquistati dal 2012 ad oggi, lo 0,54% del totale”.

 

 

 

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