Stefano Signori

 

VITERBO – “Oramai eravamo pronti a tutto , compreso constatare che venissero usati oltre gli strumenti anche altre sostanze per partorire idee irrazionali, illusioniste, allucinogene oltre che le solite allucinanti ….

Un’Europa a due velocità insomma è il contrario di quel che serve al continente ma anche di quello che serve al nostro paese Italia .

Noi della Confartigianato siamo convinti anzi straconvinti che  mini-euro e il mini-Schengen sarebbero un salto all’indietro, un danno economico, una ferita profonda al progetto europeo che difficilmente potrebbe rimarginarsi.

Inoltre viene da constatare anche il  fatto che l’Italia difficilmente potrebbe avere posto di rilievo (nel cerchio più forte) in uno scenario simile.

Pare che la Merkel abbia aderito all’idea dell’Europa a due velocità al Vertice di Malta in cui l’UE ha cercato di fare il punto sulla politica per i profughi e l’immigrazione.

“Ritengo che questo potrebbe essere incluso nella dichiarazione di Roma” in occasione dell’incontro per i 60 anni dei Trattati di Roma ha proposto.
–  Caro cancelliere , io non ci sto’ –
le aziende italiane per essere all’interno dell’area Euro, hanno subito le frustrazioni di Basilea 1 e Basilea 2, l’accesso al credito ridotto da demenziali ricette anglosassoni a scapito di un economia con indicazioni  di cultura economica- latina, ristrettezze economiche, derive da terzo mondo, sparizioni di aziende e colossi dell’alimentare, della meccanica, della farmaceutica con un indotto che  venendo meno ha distrutto economicamente milioni di posti di lavoro , suicidi di imprenditori, governi che con tagli alle pensioni hanno decuplicato la disoccupazione, l’emergenza rifiuti, quella emigranti , la chiusura dell’edilizia e tutti i suoi derivati, l’agricoltura ed il Made in Italy allo stremo , tutto perché L’Europa ce lo chiedeva , adesso non ce lo chiede più?

Ora ci pone alla porta perché non siamo più competitivi?
Ma fatevi vedere da un buon dottore , datemi ascolto!!!

Questa prospettiva comincia ad essere pericolosa: si tratta della vecchia idea della Germania di “fare da sola” con un gruppo di paesi amici, del “piano B” su cui ha recentemente messo in guardia anche Romano Prodi.

In sostanza si tratta dell’abbandono dell’idea dell’integrazione europea vista come un processo per includere tutti gli europei in uno spazio di democrazia, benessere e diritti.

“La soluzione più lineare, per l’avanzamento e lo sviluppo democratico dell’Europa, resta quella di rilanciare l’unitarietà dell’Unione per garantirne Accountability  democratica poiché “un’Unione differenziata e a più velocità è troppo complessa per poter sostenere un sistema democratico” come sostiene Davide Denti.

Accettare la visione delle due velocità (come tanti nostri politici si sono affrettati a fare) significa abbandonare l’obiettivo della Federazione europea e noi questo non possiamo certo permettercelo”.

Stefano Signori
Presidente Confartigianato Viterbo