Con la benedizione impartita dal Vescovo Lino Fumagalli è stata inaugurata  la nuova sede di Unindustria in Via Faul 17, realizzata negli spazi dell’ex gasometro, innovativo esempio di recupero industriale e territoriale, significativo per uno sviluppo sostenibile della città.

Presenti: Filippo Tortoriello, Presidente di Unindustria, Stefania Palamides, Presidente di Unindustria Viterbo, Paolo Orneli, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Giovanni Maria Arena, Sindaco di Viterbo, il prefetto Giovanni Bruno, Guido Crosetto, il senatore Umberto Fusco, l’onorevole Mauro Rotelli e una folta rappresentanza di autorità politiche e militari della città.

All’inaugurazione ha partecipato anche Angelo Camilli, Presidente designato di Unindustria.

Il Sindaco di Viterbo ha voluto sottolineare come quel luogo fosse stato un esempio di degrado e per un periodo di tempo i pochi locali agibili furono “occupati abusivamente da personaggi dei centri sociali, ma oggi grazie a Unindustria rinati a nuova vita”.

L’inaugurazione si è protratta con la formula dell’open day, dalle ore 11 alle 18, per consentire a tutti gli imprenditori e alla popolazione interessata la visita alla struttura con ingressi contingentati, in osservanza delle norme di prevenzione sanitaria.

La nuova sede di Unindustria Viterbo segna il ritorno alla luce di un edificio che, per oltre un secolo, ha influito sulla vita quotidiana ed economica della città. Grazie all’intervento di recupero di Unindustria, oggi l’ex gasometro torna a incarnare la vocazione all’impresa e al lavoro che fu propria delle dinamiche che portarono alla sua nascita.

I lavori di recupero hanno subito una decisiva accelerazione grazie alla forte determinazione dell’attuale governance di Unindustria, in modo particolare da parte del Presidente Filippo Tortoriello. La nuova sede si inserisce inoltre a pieno titolo nel programma di riqualificazione che ha interessato in tempi recenti l’intera Valle Faul in cui sono stati restituiti alla città e alle aziende rilevanti immobili e spazi comuni, contribuendo a eliminare il degrado e a fornire nuova linfa al tessuto sociale ed economico locale.

Il gasometro fu chiuso nel 1974 ma non venne mai del tutto smantellato. Dopo anni di abbandono, il recupero è avvenuto quindi grazie l’acquisto e la riqualificazione da parte di Unindustria.