Stavolta usciamo dagli ambiti consueti di RES PUBLICA, quelli della politica, del costume, della storia, degli enti locali, del palazzo e delle sue cucine; proviamo a toccare un argomento duro e difficile come la morte, in un modo leggero ma significativo da filosofia paesana e da visione del mondo durata 92 anni, attraverso le parole di Latino Persieri che potrete ascoltare nel video di copertina.

Latino immagina il proprio funerale, vi assiste da qualche punto di osservazione privilegiato e così si vede trasportato in una bara da amici solerti, fuori dalla sua amata casa.

E li nella via tutti contriti e silenziosi a segnarsi cristianamente ed a genuflettersi, chi non avesse male ai ginocchi; ecco che mentre la bara è caricata sul carro funebre, in quel momento lui prende coscienza della spietatezza irreparabile della morte, quando sente chiudersi il portone di casa e girare la chiave nella serratura, per sempre; non vi sarebbe più stato ritorno.

Mentre percorre il tragitto verso la chiesa, sente nel silenzio e nella mestizia degli astanti montare in lui un risentimento per quella tristezza che lo sta contagiando e sbotta pure, lui commerciante una vita, quando sente una serracinesca abbassarsi in segno di rispetto, ma subito dopo il passaggio del feretro prontamente rialzarsi.

Arrivato in chiesa c’è il prete officiante che da buon pastore indica la via del Paradiso, anche se vuole essere pagato.

All’uscita, dopo le funzioni funebri, la folla è assiepata fuori del sagrato, e riconosce tanti amici, in silenzio, tristi:

“ Ma perché?”, mormora loro, “Latino vi ha sempre detto che una giornata senza una risata è una giornata sprecata! Ho detto pure che la vita è lunga quanto una risata e senza pianto finimo tutti al Camposanto! Anche li, chi sta in basso, chi sta in mezzo e chi sta in alto, ognuno ha scelto un posto adatto; io faccio appello agli abitanti di Castiglione, che sottoterra è l’unica soluzione!”

Ecco che da una vita trascorsa pienamente, con Agnese, sposata sedicenne a 18 anni con tutte le traversie che si possono immaginare per l’epoca; le lotte contadine della Teverina, la militanza, poi il commercio e l’edicola, poi il quieto pensionamento, scaturisce una filosofia di vita originale e positiva, che relega la morte, non come minaccia o tenebra, ma come naturale termine (soluzione, dal latino sciogliere) di una esistenza improntata al buon umore, all’allegria, alla risata liberatrice.

Certo il carattere di ciascuno di noi è formato da mille e una componente sin dall’infanzia, ma la maturità e la vecchiezza servono anche a plasmarlo, a ricondurlo al meglio dell’esperienza di ciascuno; al più alto livello di positività che abbiamo intorno; a quello che magari sinora ci è mancato.

Latino che assiste al suo funerale ed interviene come in un film di Fellini o una commedia di Eduardo, è semplicemente eccezionale!

Ci da anche una lezione da apprendere necessariamente, essendo l’Italia dopo il Giappone la nazione con la più alta percentuale di anziani; un paese per vecchi, un buon paese.

Francesco Chiucchiurlotto