Bene! una dozzina di milioni di cittadini elettori si sono espressi ed i numeri come scogli, “riemergono lucidi ed immutabili dopo ogni ondata di chiacchiere”, come diceva il poeta.

Flip! (colpetto) e Flop! (tonfo) possono essere una sintesi da fumetto molto vicina ai numeri usciti dalle urne; ma qualche considerazione in più va fatta perché la situazione generale del nostro Paese poteva dipendere dagli esiti elettorali, ancorchè amministrativi, destabilizzanti o meno per il governo Draghi.

Non c’è dubbio che una vittoria netta dell’accoppiata Salvini-Meloni, uno recalcitrante al governo e l’altra su di esso scalciante, avrebbe indebolito Draghi: il loro Flop! Sostanziale, al contrario, mette nelle condizioni il governo di affrontare in Parlamento questioni delicatissime come le riforme necessarie allo sdoganamento del PNRR, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, la confezione di una legge elettorale decente.

Ma quel cittadino su due che non è andato a votare pone questioni ineludibili per la tenuta democratica del nostro paese: intanto un finale di campagna elettorale all’insegna dell’irruzione smodata delle questioni giudiziarie che hanno toccato, sarà un caso, tutte le formazioni, se ci mettiamo pure l’inchiesta di Fanpage.

Sicuramente quel cittadino avrà avuto un moto di ripulsa a partecipare per scegliere dalle formazioni politiche ai suoi occhi impresentabili; oppure, è il caso di Roma in particolare, dove dopo aver provato la destra, la sinistra, il Movimento ed esserne rimasto deluso, il giorno delle elezioni è diventato un suo personale “Vaffa Day”.

C’è anche, per dirla alla Cacciari, il fatto che i Comuni ed in generale le Autonomie Locali, palesemente non contano che poco o niente, dopo i tagli unidirezionali, le leggi vessatorie, il centralismo statalistico affermatosi anche sul Parlamento; per cambiare in meglio le cose i Sindaci, con qualche eccezione, proprio non servono.

Il Flop! non inaspettato ma altrettanto clamoroso riguarda senza dubbio il Movimento 5 Stelle: le “corrazzate” della Raggi esistono solo nella sua fantasia perché è di tutta evidenza che è fallito un progetto di palingenesi della vita politica; di rinnovo della classe dirigente; di programma e di progetto.

Di questo fallimento Roma ne è vetrina nazionale: non uno dei problemi storici è stato risolto; litigiosità e personalismi hanno imperversato nell’aula dedicata a Giulio Cesare, ed insieme ad approssimazioni e velleitarismi rendendo chiaro che l’onestà non basta da sola a governare una città, e figuriamoci una città come Roma.

I Flip! Per il centrosinistra ed in particolare per il PD sono molti: tre grandi città vinte al primo turno; due suppletive, quasi ovunque al ballottaggio ed Enrico Letta finalmente consolidato al comando, e lui solo sa quanto ne avesse bisogno.

Ma attenzione, che anche in questo caso il Partito Democratico non ha risolto i nodi di fondo della sua politica nazionale: che sono questioni serie di classe dirigente e di rappresentanza del blocco sociale storico che in questi anni ha alimentato populismo e 5 Stelle e che disertando le urne si mette in attesa di una offerta politica nuova e convincente.

Dopo il Flip! ed il Flop!, mettiamoci un Clap! (applauso) per quei Sindaci eletti subito, perché si facciano rispettare e guidino il cambiamento!

Francesco Chiucchiurlotto