Certo ci sono tanti tipi di valori: quelli bollati, il denaro o i gioielli, oppure quelli del carattere umano, coraggioso, eroico, epico, oppure ancora quelli che identificano un popolo o un continente, una parte politica, uno schieramento sovranazionale.

Sentiamo sempre più spesso, specialmente dal 24 febbraio, rimbalzare dappertutto questo termine declinato al plurale, i “Valori”, vorrei appunto approfondirne il significato, il contenuto, l’importanza e l’attualità.

Uno che se ne intende, Umberto Galimberti, filosofo, scrittore, polemista e tanto altro, definisce il termine “Valori”, nell’accezione sociopolitica che ci interessa: “i coefficienti sociali che una comunità adotta”, cioè le caratteristiche ed i contenuti preminenti dell’agire pubblico di uno o più popoli, del suo cosiddetto “idem sentire”, le convinzioni profonde ed ancestrali di un vivere in una comunità, anche di stati, che vengono fissate nelle Costituzioni.

Nello svolgersi della storia dell’umanità questi Valori hanno cambiato foggia e contenuto, ed in gran parte del suo svolgimento si possono riferire a due parti specifiche del mondo, almeno di quelle che hanno sinora contato e che abbiamo raccontato: occidente ed oriente.

Anche quello che stiamo vivendo con la guerra in Ucraina, anche se c’è un aggressore ed un aggradito da mai dimenticare, è una contrapposizione di eserciti, di interessi, di identità nazionali e culturali, di prospettive continentali, e poi di Valori; anzi le cause profonde della guerra è proprio il fatto che una comunità, l’Ucraina, ha adottato nuovi coefficienti sociali e vorrebbe affermarli in piena libertà ed indipendenza.

Quali sono i valori dell’Occidente, per i quali ci si batte e per i quali vale la pena battersi?

Sono sicuramente quelli democratici di derivazione greca, IV secolo a.C., ma anche quelli giudaico-cristiani ancora più antichi, derivati da Jhavè o dalla Trinità.

E’ qui la grande contraddizione che sta portando al tramonto l’Occidente, che “nomen omen” significa appunto anche tramonto; cioè da Friedrich Nietzsche in qua, con la scoperta shock della morte di Dio e quindi dell’interruzione dello scopo finale della salvezza dell’anima ed addirittura della resurrezione della carne, siamo piombati in pieno nichilismo.

Così da quando il passato era rappresentato dal peccato originale, il presente dal contrasto quotidiano al male, ed il futuro dalla redenzione alla salvezza dell’anima, in un tempo escatologico scandito dalla teologia cristiana e dal potere temporale dei Papi, oggi viviamo in un tempo circolare senza alcun credibile scopo, men che finale.

In quel quadro di Valori la politica, il sistema liberal democratico, dominava l’economia e costruiva, anche con la guerra le gerarchie dominanti occidentali; oggi in Occidente è la politica ad essere guidata dall’economia, che a sua volta è condizionata dalla tecnica e dalla tecnologia, che tende a raggiungere solo il massimo dei risultati con il minimo dei mezzi.

Altrove, Russia, Cina, (BRICS) la politica ancora regge eccome ed interpreta un ruolo di guida e di comando, ma in modo autocratico, senza alcuna libertà ed esercizio di diritti; con il controllo spietato e capillare di ogni volontà alternativa ed opinione diversa; con la repressione sistematica di ogni opposizione, sino all’eliminazione fisica.

Il mix capitalismo/autoritarismo è pronto a dominare i mercati perché la compressione dei diritti diviene concorrenza vantaggiosa ed iper profitto per l’accumulazione capitalistica.

La prossima globalizzazione, la vecchia è finita con l’invasione dell’Ucraina, avrà il segno delle democrature, in cui magari si voterà periodicamente, ma i Valori del collettivo prevarranno sull’individuale, come del resto è sempre stato in Oriente; le oligarchie svolgeranno una funzione di servizio tecnico e l’autocrate, il tiranno, il dittatore, ma potremmo anche chiamarlo il Presidente, disporrà delle vite e delle sorti di tutti.

E’ questa la posta in gioco in Ucraina e ben che vada servirà solo a ritardare quel Tramonto.

Francesco Chiucchiurlotto

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