“La scuola dell’infanzia di Montalto di Castro, – scrive Elisabetta Puddu – restava una delle poche con classi omogenee, dove i bimbi divisi per età (tre, quattro e cinque anni) seguivano un percorso didattico eccellente e collaudato, fornendo un’offerta formativa importante, volta ad una buona preparazione alla scuola primaria, qualcosa ormai di quasi raro, in una scuola pubblica, che oggi, anche qui viene a mancare. L’istituto comprensivo, negli anni, e durante le diverse amministrazioni che si sono susseguite, ha vantato sempre di grandi investimenti economici da parte dell’ente, volti ad esempio, a garantire un buon rafforzamento degli insegnanti di sostegno, la realizzazione del progetto intercultura e dell’ English school. Servizi offerti in tutte le fasce del primo grado di istruzione, nonché alla scuola secondaria di primo grado (scuola media), grado di istruzione a cui veniva fornito anche un aiuto compiti e recupero pomeridiano, completamente gratuito per tutti quegli studenti che lo necessitavano.

Questa primavera, al profilarsi della possibilità di mancanza di personale volto a coprire l’orario pomeridiano, nel mantenimento di classi omegenee, dato il più basso numero di iscritti alla scuola dell’infanzia, per sopperire alla richiesta dei genitori, nella maggior parte dei nuclei familiari, entrambi lavoratori, nonché di una offerta formativa completa, l’amministrazione uscente aveva deliberato ( delibera di giunta n123 del 9/06/22) un investimento di spesa volto a fornire le risorse economiche necessarie all’inserimento delle figure mancanti, così da ovviare al problema ed evitare che, anche la scuola dell’infanzia di Montalto di Castro, si avviasse alla formula delle classi miste. Tuttavia, durante il periodo estivo, incontri con i genitori dei bimbi alla prima iscrizione con la nuova Amministrazione e la dirigente scolastica, hanno evidenziato, in Presenza del Sindaco e del vicesindaco con delega all’istruzione, che era difficile reperire i fondi stanziati in quella delibera, nonostante quelli ricevuti da altri enti, come la Regione Lazio, e nonostante i diversi Assestamenti di bilancio che si sono susseguiti in questi due primi mesi di insediamenti, a certezza che, non è che non ci fosse disponibilità economica da investire sull’istruzione per mancanza di fondi, ma per scelte che non vertono sull’investimento in tal senso. 

Così, vista la chiara volontà dell’istituto Comprensivo, di sopperire alla forte richiesta delle famiglie di un servizio della scuola dell’infanzia anche nelle ore pomeridiane, la soluzione non peteva che vertere alle classi miste, a sostegno e salvaguardia delle esigenze dei bimbi e dei rispettivi genitori. 

Ma in tutto questo, la delibera n 123 del 9 giugno 2022 è stata revocata?”.

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