VITERBO – Il sottosegretario Umberto DEL BASSO DE CARO ha risposto all’Interrogazione  presentata dall’On. Federica Daga (M5S) sulla revisione del progetto di tracciato della strada statale 675 umbro-laziale, nel tratto Monte Romano est – Civitavecchia.
Il 20 Settembre 2017 l’on. Federica DAGA, insieme agli on. BUSTO, DE ROSA, MICILLO, TERZONI, ZOLEZZI e VIGNAROLI, ha presentato Interrogazione a risposta in Commissione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per sapere – premesso che:
il tracciato della strada statale 675 «Umbro-Laziale», tratto «MonteRomanoEst-Civitavecchia», di competenza dell’Anas spa, è localizzato nella vallata del fiume Mignone, una delle aree più incontaminate del centro Italia, tutelata dalle direttive 92/43/CEE e 2009/147/CEE, ed inserita nella ReteNatura2000;
in relazione a tale tracciato, il 3 agosto 2015, l’Anas ha avviato la procedura di valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e, in tale ambito, la commissione di valutazione di impatto ambientale ha espresso parere contrario, preso atto che «il proponente non ha dato risposta adeguata alla richiesta d’integrazioni, né ha presentato gli approfondimenti richiesti»;
l’Anas, nell’ambito della valutazione di incidenza ambientale, ha infatti redatto uno studio di incidenza ambientale fermandosi alla fase 1 (screening), concludendo che il tracciato selezionato «non produrrà incidenze significative»;
la commissione di valutazione di impatto ambientale, il 17 giugno 2016, ha quindi formulato una richiesta d’integrazioni all’Anas, ritenendo che lo studio di incidenza dovesse procedere ai livelli successivi di analisi/valutazione, non essendo stati adeguatamente valutati né l’impatto paesaggistico, né quello ambientale, compresi i rischi connessi all’inquinamento atmosferico e acustico;
lo stesso orientamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è stato espresso dalle associazioni ambientaliste e dai comitati locali che hanno evidenziato come l’Anas si sia sempre rifiutata di redigere una seria valutazione di incidenza ambientale relativa alle aree Zps e Sic della Valle del Mignone;
in sede di conferenza di servizi, tutti gli altri soggetti chiamati ad esprimersi, inclusa la regione Lazio, hanno dato parere favorevole all’opera, tranne il comune di Tarquinia, che ha espresso parere contrario, avanzando possibili alternative al tracciato;
anche il sindaco di Civitavecchia, che ha manifestato una posizione favorevole al completamento dell’opera, ha ritenuto inopportuno non considerare il parere negativo della commissione di valutazione di impatto ambientale al tracciato, auspicando un’alternativa sostenibile;
il Ministro interrogato ha preannunciato il finanziamento del tracciato con delibera del Cipe, cui seguirà, con deliberazione del Consiglio dei ministri, il via libera definitivo alla realizzazione dell’opera –:
se il Ministro interrogato, alla luce di quanto riportato in premessa, intenda confermare la propria posizione a favore del tracciato, nonostante il parere negativo del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il contrasto con le direttive citate, ricorrendo alla logica della «legge obiettivo», di fatto da ritenersi superata, come confermato dall’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti.

La risposta del sottosegretario Umberto DEL BASSO DE CARO

“In premessa ricordo che tutta l’area di studio ove insistono i possibili tracciati dalla SS 675 Umbro – Laziale per il tratto Monte Romano Est – Civitavecchia è tutelata dalle direttive 92/43/CEE Habitat e 2009/147/CEE Uccelli, e inserita nella Rete Natura2000 e che, oltre a tali vincoli, gran parte dell’area di studio è sito UNESCO per la presenza di numerose necropoli etrusche.
Pertanto, ANAS segnala che nella valutazione del tracciato ottimale si è dovuto ricorrere all’analisi multicriteri, cioè ad uno strumento che consente di confrontare tra loro dati quantitativi e qualitativi eterogenei.
La differenza tra l’analisi costi-benefìci e quella multicriteri è che nel primo caso la scelta dell’itinerario corrisponde alla soluzione ottimale, mentre nel secondo, considerata la presenza di obiettivi eterogenei e talvolta divergenti, la scelta viene operata cercando la soluzione meno confliggente.
La documentazione progettuale fornita da ANAS presenta un livello di analisi e di dettaglio idoneo alla valutazione di tutti gli aspetti ambientali che afferiscono alla realizzazione di una infrastruttura stradale.
Infatti sono stati eseguiti i monitoraggi relativi a rumore, atmosfera, flora, fauna ed ecosistemi tali da condurre tutte le modellazioni e le simulazioni di settore, ove previste dalla normativa vigente, alle best practice europee.
Lo studio di incidenza ambientale del progetto, sebbene menzioni nella sua impostazione la sola Fase 1 di screening, analizza e valuta, di fatto e in modo più approfondito, le possibili incidenze generate su SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) interessati, anche sulla base di dati direttamente acquisiti nel corso di una campagna di monitoraggio commissionata durante la progettazione preliminare.
Tale Studio individua inoltre alcune misure di mitigazione specifiche, come ad esempio la rinaturalizzazione dell’ansa morta del Mignone.
Rispetto alle richieste del Ministero dell’ambiente, il 15 luglio 2016, ANAS ha fornito la documentazione e i chiarimenti richiesti, evidenziando nuovamente che il processo decisionale non può fondarsi unicamente su componenti ecosistemiche e naturalistiche, ma deve tenere conto di tutti gli altri vincoli e caratteristiche progettuali, la cui combinazione e ottimizzazione risulta fondamentale per una buona progettazione integrata. Inoltre, nella valutazione del progetto non si può prescindere dalla contestuale analisi delle ipotesi progettuali che si sono susseguite negli ultimi 20 anni e che hanno evidenziato varie criticità di cui, nella redazione del nuovo progetto, si è tenuto ampiamente conto.
Il 15 marzo 2017 si è conclusa la Conferenza dei Servizi, avviata il 28 aprile 2016, acquisendo tutti pareri favorevoli ad eccezione di quelli VIA, del Comune di Tarquinia, del Consorzio di Bonifica Maremma Etrusca.
Conseguentemente, il MIT ha provveduto ad avviare il procedimento di composizione di dissenso presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, come previsto dall’articolo 183, comma 6, del decreto legislativo n. 163 del 2006.
Il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri ha evidenziato che la proposta di approvazione del progetto potrà essere sottoposta all’esame del CIPE solo a seguito dell’eventuale adozione del provvedimento di compatibilità ambientale demandato, come previsto dal citato articolo 183, comma 6, al Consiglio dei ministri.
A seguito di richiesta al Ministero dell’ambiente di fornire, entro il termine di 45 giorni, eventuali prescrizioni o misure di mitigazione, la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale (CTVIA), il 14 luglio scorso, ha provveduto a trasmettere il proprio parere n. 2453 del 7 luglio 2017 con cui ha affermato come non sia possibile elaborare eventuali prescrizioni e misure di mitigazione, come richiesto dalla Presidenza del Consiglio, per la variante progettuale costituita dal tracciato cosiddetto verde, per il quale è stato espresso il parere negativo di VIAS n. 2289 del 20 gennaio 2017, in quanto gli impatti ambientali che si configurano dall’analisi della documentazione fornita dal proponente sono tali da non poter essere mitigati o compensati.
La CTVIA ha manifestato, altresì, il proprio parere contrario anche in considerazione dell’assenza della valutazione di incidenza ambientale (VINCA) dell’opera rispetto ai siti di Natura 2000 presenti sul tracciato prescelto.
Il 3 agosto scorso si è quindi convenuto di rimettere al Consiglio dei ministri la decisione sulla pronuncia di compatibilità ambientale dell’opera in esame, prevedendo di prescrivere lo svolgimento, a carico di ANAS, delle ulteriori fasi della VINCA (completamento della valutazione appropriata attraverso il monitoraggio delle specie animali e vegetali presenti, valutazione delle alternative, mitigazioni e compensazioni). Gli studi verranno poi sottoposti al Ministero dell’ambiente; nel caso del permanere del parere negativo sulla VINCA, si provvederà ad autorizzare l’opera, per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, consultando la Commissione Europea sulle misure di compensazione da adottare.”

L’On. Federica Daga (M5S), ha preannunciato l’impegno suo e dei componenti del gruppo M5S a seguire costantemente l’evoluzione della vicenda.

Francesco Berni

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