La Cantina Sociale di Montefiascone, in questi giorni, con una cerimonia sobria ma molto importante per i suoi risvolti, presenti il presidente della Cantina Pietro Carletti, il vescovo Fabio Fabene, il celebre enologo Riccardo Cotarella che ha illustrato l’entità del nuovo vino, la Vice sindaco Orietta Celeste, l’assessore Rita Chiatti, lo storico Quinto Ficari, il direttore della Cantina Sociale M. Trapè, ha varato un nuovo prodotto di qualità.

Il nuovo prodotto è un vino che viene fatto, esclusivamente con uve merlot; è un vino dal colore rubino profondo; in bocca risulta morbido e persistente; con i suoi buoni tredici gradi si abbina molto bene con carni rosse specialmente se cucinate arrosto o, meglio ancora, alla brace; ha degli ottimi profumi; è ricco di aromi ed un altissimo livello di polifenoli. E’ seguita quindi la degustazione alla quale hanno partecipato tutte le circa cento persone presenti.

Nella riunione era presente un personaggio locale molto illustre per aver girato molti continenti e nazioni del mondo nello svolgere il suo lavoro di ingegnere e disegnatore tecnico specializzato nella realizzazione di grandi condotti di linee elettriche ad alta tensione: Carlo Zaccaro.

Dott. Zaccaro, come mai questa sua presenza in questa manifestazione che non è proprio il suo campo?
Sono un montefiasconese puro, in quanto nato a Montefiascone, ho vissuto i miei primi ventotto anni, anche se ora vivo in Roma, vengo spesso in questa bellissima città, tra i vecchi buoni amici. Nelle scuole locali, ho insegnato disegno e, tra gli alunni, ho avuto Mario Trapè, direttore della Cantina, quindi sono in casa.

Sono amante del nostro vino che si conosce in tutto il mondo. Pensi che, circa trent’anni fa, ero per lavoro alle estremità del deserto dell’Australia ove era ed è una cittadina di circa ventimila persone che si chiama ROMA. Andavamo a mangiare spesso in un ristorante ove trovammo il nostro mitico EST! EST!! EST!!! S. Flaviano. Chiedemmo qualche spiegazione in merito; ci fu risposto che era originale, in quanto portato da un Italiano, probabilmente uno dei nostri cittadini emigrati in Australia, e li ne tengono una bottiglia piena a mo di testimonianza e ricordo. Quale prestigio più di questo! Quale fortuna per questo nostro vino!

 

Pietro Brigliozzi

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