I lavori per l’ammodernamento dell’illuminazione della Rocca dei Papi di Montefiascone, voluta dall’assessore al patrimonio e lavori pubblici, Massimo Ceccarelli, procedono a vele spiegate; siamo riusciti a curiosare durante alcune prove che si stanno facendo dopo l’imbrunire, nella prima serata, quando ormai tutto è nel buio assoluto con la complicità della Luna che, quasi anch’essa curiosa, ritarda nel suo levarsi.
L’opera, per quanto siamo riusciti a vedere, sembra sia a buon punto; si nota che essa è stata progettata da persona molto competente e qualificata sia nel settore della fisica della luce, del comportamento dei raggi luminosi, che nell’applicazione tecnica di come la luce va distribuita e rapportata alle caratteristiche strutturali del monumento.
Abbiamo avvistato, in questo contesto, da diverse angolature,  la Torre del Pellegrino con un tratto di mura ad essa rapportate;  ognuna  delle quattro facciate della torre, risulta veramente ben illuminata, con giuochi e riflessi di luce ben orientati, frutto di fonti luminose magistralmente posizionati e competentemente distribuite, anche se, si nota la carenza di un giuoco di luce dall’interno della Torre verso il suo esterno che le darebbe ancora miglior effetto in una forma di più autentica originalità esaltando, così, la sua valenza di essere stata torre di difesa. Siamo certi, che visti i positivi attuali presupposti, ad opera terminata, anche questa momentanea lacuna sarà appianata e risolta.
Poter vedere la torre con sequenze di luce modulata dall’esterno verso l’interno come ora e, viceversa, in alternanza, dall’interno verso l’esterno, sarebbe l’ottimale e la cosa più meravigliosa. Nuova illuminazione che si potrebbe prendere come modello anche per rifare l’illuminazione della Cupola che soffre paurosamente con parti illuminate e parti importanti completamente buie nell’invisibilità più totale.
Vedere l’avancorpo del battistero ed i campanili della facciata che proiettano la loro ombra sul tamburo è una cosa che lascia molto perplessi, e sta a denotare, che l’attuale illuminazione è stata fatta in modo approssimativo. Senza dimenticare la parte verso il quartiere Porticella, ove, le ombre riflesse sul tamburo, se ne vedono a iosa. Per non parlare poi del cupolino, parte importante della cupola stessa, completamente invisibile nel buio, senza dimenticare l’invisibilità della parte più alta, convessa, della cupola. Senza misconoscere, comunque, che, guardando la cupola da vicino, alcune realtà non si notano e tutto sembra nel modo migliore, basta allontanarsi un po’ e lo scenario cambia completamente, ed emergono le suddette lacune.
Nessuno vuole contestare, anzi si ammira la buona volontà impiegata nel aver realizzato l’attuale  illuminazione, accesa nella vigilia del Santo Natale dell’anno appena trascorso, ma certe grossolane lacune, sono sotto gli occhi di tutti. Speriamo che l’assessore Massimo Ceccarelli prenda in mano anche la Cupola, terza d’Italia, e ne faccia un’illuminazione come si deve; illuminando tutto il complesso, Rocca e Cupola, in modo tecnicamente corretto e dignitoso, onde far sì che brillino nella buio della notte, in modo omogeneo, guardandole  da tutte le parti.

Pietro Brigliozzi