L’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro della città di Montefiascone, con una cerimonia sobria ma solenne, ha voluto rendere omaggio ai caduti sul lavoro.

La cerimonia, curata in ogni particolare dalla presidente Ronalda Femminella, è giunta alla sua settantaduesima edizione e, come tradizione vuole, si è svolta all’interno del Prato Giardino, sotto il monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra, ai piedi del quale, è stata depositata una corona d’alloro in onore dei tanti operai e tecnici deceduti sul lavoro.

Alla cerimonia erano presenti: la sindaca Giulia De Santis; la sig.ra Rolanda Femminella; il luogotenente della locale stazione dei Carabinieri, Maurizio Botticelli; il responsabile della sede INAIL di Viterbo, Dott. Giulio Bonomo; la comandante della Polizia Locale, Giulia Bassi; il Corpo dei Carabinieri in pensione che hanno operato nella logistica; i rappresentanti dell’Aido e del Circolo Anziani insieme a quelle della Solidarietà Falisca e del Centesimo Kmetro alla Toma di Pietro, associazione di fresca istituzione con Lidio Crescentini.

Caduti Sul Lavoro Montefiascone1 667x350

Dott. Giulio Bonomo, tanti gli incidenti sul posto di lavoro ma la provincia di Viterbo come si colloca nel contesto nazionale?

In termini di dati statistici Viterbo è in linea con i dati nazionali, anche se è necessario fare un distinguo tra la zona di Civita Castellana, ove esistono le rinomate industrie della ceramica, ed il resto del territorio provinciale, dove il lavoro è principalmente agricolo ed edile.

Perché è importante fare queste precisazioni settoriali?

Sono precisazioni importanti poiché determinano e focalizzano i vari tipi d’incidenti che si verificano in questi singoli settori lavorativi.

Più specificatamente che significa?

Nei settori agricolo ed edilizio spesso gli incidenti comportano anche il decesso delle persone, nel polo industriale di Civita Castellana, di contro, si verifica l’insorgere di malattie specifiche meglio conosciute come professionali, che comportano intossicazioni, quindi intaccano l’apparato respiratorio. Malattie che non comportano decessi immediati ma che producono malattie croniche che il singolo operario, una volte contratte, si porta dietro per tutta la restante vita.

I rimedi!?

Più che piangersi addosso, come si suol dire, al di là di leggi e penalizzazioni, è necessario, direi obbligatorio, nell’avvio al lavoro, fare opera di prevenzione e sicurezza. Ogni operaio dovrebbe avere un vero e proprio vademecum per come comportarsi nel settore ove opera al pari del libretto di lavoro e delle istruzioni di come usare le macchine e quant’altro. La formazione in prevenzione e sicurezza dovrebbe essere aggiornata con corsi annuali a carico della stessa azienda perché la salvaguardia dell’integrità dell’operaio e del lavoratore viene prima di ogni beneficio economico e commerciale. Una campagna di sensibilizzazione in questo senso sarebbe uno dei più importanti servizi per la salvaguardia dell’incolumità del mondo operaio e per il vero sviluppo di ogni azienda.

Brigliozzi Pietro

Articolo precedenteCome affrontare un trekking? I consigli degli esperti
Articolo successivoTorneo Interforze Calcio a 7 Santa Rosa 2022, vince Pianeta Giustizia