Segnali stradali

In questi giorni la circolazione automobilistica è pressoché bloccata, tuttavia, nel comune di Montefiascone si è verificato un incidente, fortunatamente di lieve entità per le persone coinvolte.

Il sinistro è avvenuto in un punto abbastanza critico della statale Cassia intorno al Kmetro 96,300 circa, nei dintorni della frazione Zepponami.

Emergono di nuovo una serie considerazioni sui segnali stradali, sulla loro metodologia costruttiva e sui principi del loro posizionamento, visto che, per la loro attuale struttura tecnica, sembra si dimostrino non più perfettamente idonei e corrispondenti alla mole di traffico che quotidianamente transita sulle strade nazionali e non.

Il sistema, con il quale si realizzano ora i segnali, sembra non sia più adeguato, visto che dopo un po’ di tempo, essendo esposti all’aperto quindi succubi del continuo mutare delle condizioni atmosferiche (caldo, freddo, pioggia, grandine, gelo, nebbia, soffiar dei diversi venti, continua esposizione ai raggi del sole) si sbiadiscono, fanno ruggine, si piegano, non sono più ben visibili.

Sarebbe auspicabile passare al più moderno sistema, come già si fa in qualche nazione del Nord Europa, di scatolarli e renderli luminosi con sistema protetto in modo che, anche la notte risultino ben visibili, alla presenza di qualunque tipo di condizione atmosferica.

Per quanto riguarda invece, il loro d’indicazione logistica, si auspica l’adozione del più perfetto sistema ferroviario, il quale prevede, obbligatoriamente, che ogni posto soggetto a protezione, abbia una segnalazione a doppia forma: vale a dire che qualunque segnale deve avere la doppia entità con una postazione d’avviso ed una di protezione, questo, in modo del tutto specifico, per quanto riguarda la presenza di posto soggetto a segnaletica semaforica.

A circa duecento cento metri di distanza dal oggetto da proteggere va installato il semaforo d’avviso, successivamente, a cento metri, ed a pochi dall’oggetto protetto, va messo il semaforo di protezione.

Questo metodo consente la massima sicurezza, in quanto si da tempo all’automobilista di transitare sul punto pericoloso protetto con la velocità prescritta, visto che, ha tempo di rallentare razionalmente, senza brusche frenate.

Con l’attuale sistema dello scattare tra verde, giallo e rosso, non ci sono i tempi necessari per rallentare, l’automobilista è costretto a forti frenate, che poi, spesso, sono oggetto di tamponamenti o causa dei non regolari passaggi con il colore giallo.

Va poi tenuto presente che, con il notevole aumento dei mezzi industriali autosnodati ed autoarticolati dalla sagoma di massimo ingombro, chi li segue, non riesce a leggere i segnali posti vicino alla sede della mezzadria, per cui, spesso, gli stessi vengono oltrepassati senza possibilità di essere letti e quindi non viene messo in pratica quanto determinano con tutte le conseguenze che ne scaturiscono.

Pietro Brigliozzi