Nell’ultima seduta del consiglio comunale d’inizio maggio, il consigliere della Lega, Augusto Bracoloni, tra i vari argomenti, ha sollevato anche la questione dello stato, piuttosto precario, e, in alcune, abbastanza disastroso, in cui versa la rete delle strade che servono ed interessano l’intero territorio agricolo comunale di Montefiascone.

L’assessore, Massimo Ceccarelli, nel rispondere al Bracoloni, ha sottolineato l’importanza dell’argomento e la rilevanza che ha questo tipo di rete sul territorio; e fin quì, la condivisione della situazione è apparsa abbastanza positiva. La situazione, comunque, si è molto meglio chiarita con il ragionamento e le costatazioni che ha fatto lo stesso Ceccarelli; costatazioni che sono ampliamente e totalmente condivisibili, le quali, molti anni fa, furono già previste e rese pubbliche anche attraverso gli organi di stampa.

Prima di tutto va chiarito che diverse strade, dal tipo prettamente vicinali, interpoderali o consorziali, furono rese d’interesse comunale ed asfaltate circa cinquant’anni fa con i famosi finanziamenti del F.E.O.C.A., poi non sono sono state più sufficientemente curate, per cui, ora, soffrono del logorio del tempo. Per le altre strade, rimaste a carattere Vicinale. Interpoderale o Consorziale, ancora in terra battuta, quindi sotto mira, la situazione è più complessa in quanto sono quelle che soffrono, in modo molto vistoso, gli effetti del mal tempo; tuttavia, su di esse, l’Amministrazione ha sempre posto attenzione con adeguati interventi, tutelando la loro agibilità.

In questo contesto, giustamente, il Ceccarelli ha sottolineato due aspetti molto importanti; da una parte l’edilizia diffusa che ha consentito di costruire tante case isolate alle quali, oggi, vanno portati i vari servizi con grandi costi che non sempre sono proporzionati all’utenza finale, in secondo luogo, rimane il fatto che i confinanti con le stesse strade, spesso, rifiutano di ricevere le acque sul confine con il proprio terreno, anche la dove la cosa è naturalmente possibile, per cui, i famosi sbocchi, dopo ogni ripristino, vengono subito richiusi e quindi l’acqua piovana, nei tratti pianeggianti è costretta a rimanere sulla strada, nei tratti in dislivello, s’incanala con la pendenza del terreno provocando carracci di grosse dimensioni rendendo così la strada impercorribile e simile ad un fosso.

La sola Amministrazione, allora, non può essere sempre chiamata in causa o tacciata di poca cura; c’è, quindi, anche la necessità della responsabile collaborazione dei confinanti con la strada, nell’interesse di tutti, ha commentato l’Assessore.

 

Pietro Brigliozzi