Montefiascone non finisce mai di stupire, e, quanto accade, per una città che si dichiara a vocazione turistica, è veramente fuori del normale, pertanto, seguitando su questa linea, Montefiascone nel settore dello sviluppo turistico dovrà fare una buona inversione di marcia.

Il 18 Ottobre un gruppo di turisti, percorrenti la Francigena, cartina topografica alla mano, sono stati visti aggirarsi per il Corso Cavour, via principale del centro storico, con un grande stupore per aver trovato la totale chiusura di tutti gli esercizi commerciali.

Ad un certo punto, giunti oltre la metà del Corso, constatato che i negozi erano tutti chiusi, hanno chiesto ad alcuni passanti locali occasionali, dove potevano trovare un bar aperto per la colazione. Un cittadino doc, con educazione e cortesia, anche con un pizzico d’imbarazzo, ha loro risposto: in questo Corso ed anche sulla piazza principale non vi sono bar aperti, è inutile che seguitate a salire anche se ne vale la pena, poiché, sotto l’arco del palazzo comunale, si trova la determina dei 100 Km della città dalla Sede di Pietro. I bar aperti ci sono ma li trovate fuori Porta, in basso, sulla piazza.

Inutile descrivere la reazione del gruppo turistico, ma da tutti è facilmente intuibile.
Una triste realtà che certamente non si addice ad una città turistica e, probabilmente, è frutto di un aspetto della politica turistica, fino ad ora, nullo e molto poco sviluppato ed incentivato, altro che Frecce Tricolori e Mongolfiere.

Ma non sta a noi giudicare, molto meno vogliamo farlo, anche perchè il discorso sarebbe troppo lungo nella consapevolezza che il tipo di accoglienza turistica, che i tempi moderni richiedono, nella città di Montefiascone è quasi a zero. E’ tutta da rifare, sia logisticamente che socialmente parlando.

 

Brigliozzi Pietro