Attesa sine die per gli ex dipendenti del Mercatone Uno di Monterosi, che da mesi aspettano da parte dell’INPS di Viterbo la liquidazione del TFR a carico del Fondo di Garanzia. Per alcuni di loro (transitati alla Shernon Holding Srl, a sua volta dichiarata fallita dal Tribunale di Milano), in prima battuta vi è stato il diniego del pagamento, a cui hanno fatto seguito i ricorsi amministrativi ad oggi ancora pendenti, nonostante sia intervenuto il 14 giugno 2019 il messaggio INPS numero 2272 che chiarisce l’intera vicenda nel senso auspicato dai lavoratori.

“Confidiamo di ottenere dall’INPS di Viterbo una risposta positiva in tempi brevi, sperando di non essere costretti a rivolgerci al Tribunale per ottenere il tanto sudato TFR” afferma l’avvocato Marianna Di Nunzio, legale di una parte degli ex dipendenti Mercatone Uno.

Sul piede di guerra il segretario provinciale Generale UGL-UTL Massimo Basili, da sempre al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici del punto vendita di Monterosi, che sottolinea il protrarsi dell’annosa ed incresciosa questione. “Dopo il ripetuto, sistematico e reiterato invio di mail e pec alla sede territoriale dell’INPS di Viterbo, sollecitando il pagamento degli emolumenti spettanti di diritto a questi sfortunati ex dipendenti – afferma Basili -, si registra ancora un nulla di fatto, senza alcuna giustificazione di sorta a tale incomprensibile ritardo. Nessuna possibilità, poi, di incontrare i responsabili addetti alla lavorazione di tali ricorsi, nonostante alcuni lavoratori abbiano richiesto di conferire con delle figure di riferimento in questa vicenda. Ciò non è mai stato possibile. Registriamo, quindi, una chiusura totale da parte del personale in questione”.

“Esigiamo, pertanto, un pronto, celere e risolutivo intervento da parte del direttore della sede INPS di Viterbo atto a porre fine a questa gravissima situazione – conclude Basili -. Facciamo inoltre presente che altri uffici territoriali INPS hanno erogato i TFR richiesti dai lavoratori nei tempi consoni e dovuti e dichiariamo, fin da subito, che la nostra organizzazione sindacale, qualora la vicenda non riuscirà a sbloccarsi entro la fine del corrente mese di ottobre, si troverà costretta ad adottare tutte le misure di cui abbiamo facoltà, affinché ai lavoratori venga garantito ciò che spetta loro di diritto”.