«Il percorso attuale del Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina, conclama l’opportunismo dei noti perdenti, ma tuttavia amministratori dell’Ente.

La gravità della situazione – comunica Gianluca Grancini, consigliere provinciale FdI – è ormai innegabile, aggravata dal disimpegno, da parte degli attuali “gestori”, a voler rispettare le normative statutarie.

In breve, ricordo che la lista “La Bonifica” di espressione predominate reatina, supportata palesemente dall’ex Commissario straordinario, ha ottenuto una “vittoria teorica” contro la lista “Agricoltori Riuniti” rappresentata da Piero Camilli.

In sostanza il discutibile sistema elettorale, non condiviso dal Sub Commissario, ha “fatalmente” penalizzato la lista di “Agricoltori Riuniti” che privata di poter rappresentare tre su quattro fasce di elettori, ha potuto “solo” ottenere sei consiglieri su tredici, ma sulla fascia dove ha potuto confrontarsi ha avuto oltre due terzi delle preferenze.

Detto questo, per cause opinabili ma ovviamente accettate, i consiglieri Piero Camilli e Fabrizio Ronca, sono stati costretti a dimettersi; poco dopo altri quattro consiglieri della lista Agricoltori Riuniti hanno rassegnato le loro dimissioni riducendo il consiglio a 7 unità, nonostante la surroga dei primi due non eletti della medesima lista che a loro volta si sono dimessi.

Ora l’art 32 dello Statuto del Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina cita al terzo paragrafo: “Nel caso che il numero dei componenti elettivi del Consiglio di Amministrazione risulti ridotto a meno di due terzi, l’Assemblea dovrà essere convocata entro tre mesi per l’elezione del Consiglio stesso”.

Da quasi due mesi il Consiglio risulta composto di sette consiglieri, meno dei due terzi, e ad oggi non è stata né convocata l’Assemblea, né programmata la sua convocazione, rendendo illegittimo il Consiglio.

Quindi ogni sua azione amministrativa, che esuli dalla normale amministrazione o dalla convocazione dell’Assemblea per indire le elezioni per il rinnovo dell’Organo amministrativo, per palese constatazione dell’impossibilità del funzionamento dell’Ente, è illegittima.

Il procrastinarsi dell’utile stallo per gli attuali amministratori, conduce alla costituzione di un illecito anche di natura penale.

 

Ora è evidente che l’organo di “controllo” del Consorzio, quindi la Regione, non può trascurare né la volontà dei consorziati, che sono i principali sostenitori economici dell’Ente, soprattutto alla luce dell’esito plebiscitario espresso dall’area toscana del Consorzio e dai sindaci dei Comuni del comprensorio della Tuscia, verso la lista “Agricoltori Riuniti”, e no verso la lista “Bonifica”, né tantomeno ignorare l’illegittimità in cui naviga oggi la mutilata amministrazione del consorzio.

 

Statuto Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina.

Art 32 – Vacanza delle cariche.

Quando il Presidente, i Vice Presidenti od alcuno dei componenti il Comitato esecutivo cessano dalla carica per qualsiasi motivo, deve essere convocato entro un mese il Consiglio di Amministrazione per provvedere alla loro sostituzione.

I membri del Consiglio di Amministrazione eletti dall’assemblea dei consorziati che per qualsiasi motivo cessino dalla carica sono sostituiti in conformità a quanto previsto dall’Art. 30 comma 3 del presente Statuto.

Nel caso che il numero dei componenti elettivi del Consiglio di Amministrazione risulti ridotto a meno di due terzi, l’Assemblea dovrà essere convocata entro tre mesi per l’elezione del Consiglio stesso».