“Sono mesi di pandemia, di difficoltà, di contagi che stanno vertiginosamente risalendo. Sono mesi che sperimentiamo enormi difficoltà quotidiane e stili di vita stravolti. Ne sanno qualcosa le lavoratrici e i lavoratori della nostra provincia, alle prese con le infezioni contratte sul posto di lavoro, basti pensare che nei primi nove mesi del 2020 sono state 67 le denunce di infortunio da Covid che dal nostro territorio sono arrivate all’Inail, con una incidenza percentuale sul totale regionale del 3,9”. Lo fa sapere Giancarlo Turchetti, Segretario generale della Uil di Viterbo, che ha elaborato i dati dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro focalizzando l’attenzione sull’area della Tuscia.

“Nella nostra precedente rilevazione sui primi sei mesi dell’anno – spiega Turchetti – avevamo registrato 64 denunce. Dal nostro nuovo focus emerge che questa specifica tipologia di infortunio è aumentata di tre unità. Ad essere più esposte sono le donne con 39 segnalazioni, mentre tra gli uomini se ne sono registrate 28. Ma è tra questo genere che da luglio a settembre sono accaduti i tre nuovi casi: due nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni e uno in quella tra i 50 e i 64 anni. Resta quest’ultima quella che, da gennaio a settembre, ha contato più infezioni con 32 casi, segue la fascia tra 35 e 49 anni con 21 casi. E poi: dieci denunce tra i 18 e i 34enni, quattro tra gli over 64”.

“Nel panorama regionale – prosegue il sindacalista – la Tuscia si colloca al quarto posto per denunce Covid, dopo Roma (1391), Frosinone (110), Rieti (99), e prima di Latina che ha totalizzato 66 segnalazioni. Sanità e assistenza sociale, amministrazione pubblica e servizi sono i settori con più contagi. Medici, infermieri operatori sociosanitari sono state le professionalità più colpite. Dei 1733 accadimenti censiti dall’Inail in tutto il Lazio, quindici sono stati mortali. Viterbo e Rieti sono le aree nelle quali non si sono registrati casi culminati con irreparabili conseguenze. in questa triste graduatoria in testa c’è la Capitale con 12 denunce il cui esito è stato mortale, 2 ne ha registrate Latina e una Frosinone”.

“Abbiamo davanti dei numeri che testimoniano quanto sia critica la situazione attuale – conclude Turchetti – che ci ricordano la presenza e la pericolosità del virus. Sono tutte cifre che ci obbligano a tenere alta la guardia, ad assumere comportamenti individuali responsabili. Come sindacato dobbiamo continuare a monitorare l’applicazione dei protocolli sul posto di lavoro e dobbiamo essere pronti a studiare eventuali nuove misure di contenimento, se necessarie anche più stringenti, perché l’esigenza primaria di tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non può venire meno”.