L’idea del pollaio riferita metaforicamente alle nostre care istituzioni può trovare una sintesi nel vecchio proverbio: “Con due galli a cantar non si fa mai giorno”

Ora per la questione COVID 19 i galli a cantare sono molti di più e lo spettacolo che ciò offre all’opinione pubblica, che dovrebbe essere investita da informazioni semplici e chiare per avere comportamenti sereni e disciplinati, non è dei più edificanti.

Serpeggia, anche tra i cittadini meno provvisti di nozioni giuridiche, un certo malcontento ed acrimonia nei confronti delle Regioni, imputate di insensibilità ed indisciplina verso lo Stato e dedite non al perseguimento del supremo interesse comune, ma soltanto di quello particolare racchiuso nei propri confini regionali.

Quando poi si dice che legittimamente esse agiscono sulla base della Costituzione (Artt 116 e 117) che assegna loro sulla sanità competenze proprie concorrenti con quelle dello Stato, si torna a maledire la riforma del Titolo V del 2001 ed a invocare una restaurazione dei poteri esclusivi dello Stato.

Nella riforma Renzi/Boschi bocciata per fortuna nel referendum del 2016, si provvedeva con una cosiddetta “Clausola di Supremazia” dello Stato, in cui esso invocando alti motivi pubblici, si sostituiva alle Regioni.

Oggi la “Clausola di Supremazia” ritorna a più voci, anche se la nostra Costituzione, non dimentichiamoci, meritatamente – la più bella del mondo – , all’art 120 ha previsto casi tassativi in cui il Governo può sostituirsi agli organi di Regioni, Province e Comuni.

Il rischio di una nuova dannosa e mefitica centralizzazione dei poteri istituzionali in capo allo Stato si sta facendo concreto e le conseguenze negative di ciò non sono chiare ai cittadini, ma purtroppo neanche ai partiti ed al Parlamento.

Chi per età ha ricordo e cognizione del vecchio sistema centralizzato delle mutue, sa il cumulo di inefficienze, sprechi, ruberie, malversazioni, molto peggiori di quelle odierne, che portarono alle riforme degli anni 70; furono bei momenti pionieristici, perché si trattava di creare quasi dal nulla le Unitarie Sanitarie Locali, di impostare un servizio sanitario locale vicino ai cittadini ed alle istituzioni di prossimità, controllare la trasparenza possibile ed offrire servizi nuovi come i Consultori, gli Assistenti Sociali, i Medici di Base.

Probabilmente quando sono diventate Aziende Sanitarie qualcosa è cambiato, ma non per questo dobbiamo essere vittime di un ulteriore riformismo irresponsabile.

Anche la riforma proposta dal PD è insufficiente: si individua giustamente il punto focale nel sistema delle Conferenze, per regolare i rapporti tra Stato e Regioni e gli altri EE LL; ma si resta nell’ambito della supremazia gerarchica della Stato, che intanto non ha ragione sempre e comunque, ma che poi la Costituzione prevede equiparato alle Regioni, alle Province, ai Comuni, perché il referente nazionale è la REPUBBLICA! Se non si capisce questo passaggio sancito dall’art.114 della nostra Costituzione siamo fregati!

Nelle Conferenze deve scendere in campo il Presidente della Repubblica, perché è la Repubblica la risultante delle varie parti, Stato, Regioni, ecc. Lui coordina e decide nel pollaio. Finalmente abbiamo un solo gallo e finalmente vedremo il giorno!!

Francesco Chiucchiurlotto