VITERBO – Sabatini, raccogliendo le lamentele dei genitori che si sono rivolti all’arrogante assessore alle Politiche sociali (in molti sperano ritorni a fare il Maresciallo presso la Scuola di Strada Cimina) afferma e sottolienea che “Dopo anni di sterile opposizione e infruttifera maggioranza, finalmente oggi si apprezza il gran lavoro svolto con la programmazione per i servizi sociali per l’infanzia della precedente amministrazione, con una nuova e bellissima struttura, luminosa ed accogliente, realizzata e arredata con i più attuali accorgimenti e dotata di ampi spazi esterni, come il redivivo Fersini ha giustamente avuto modo di riconoscere, con inaspettata enfasi.

 

Peccato, però, che se avesse fatto una vera e attenta programmazione già al momento delle iscrizioni avrebbe potuto inserire, a titolo preventivo, l’opportunità dello spostamento dei bimbi verso la nuova struttura, che invece, adesso, per alcuni si trasforma in grave disagio.

 

Altrettanto grave è che si approfitti di un momento di crisi economica per incentivare il passaggio da un asilo all’altro, neanche fossero oggetti. Nuovamente i servizi sociali dimostrano di non avere una guida all’altezza, come oggi viene testimoniato dalla schizofrenia politica e istituzionale sulla questione dell’asilo nido per i più piccoli. Spiace inoltre rilevare che il sindaco Michelini, nonostante conosca le condizione pietose in cui a stento va avanti tale settore in questa città, non abbia il polso e la capacità di intervenire”.

 

Adesso si cerca il rimbalzo delle responsabilità e dal Palazzo fanno sapere che secondo loro (ma per dirla come afferma qualche consigliere della maggioranza, è solo fuffa) “La decisione di trasferire una sezione dell’asilo nido comunale presso la nuova struttura nel quartiere Santa Barbara non può definirsi frutto di mancata programmazione da parte dell’assessorato ai Servizi Sociali, in quanto ha origini risalenti nel tempo (che vuol dire Dio solo lo sa). Nel momento delle iscrizioni all’anno educativo 2014\2015, raccolte nei mesi di maggio-giugno 2014, non era infatti ancora possibile informare i genitori in merito alla possibilità di trasferimento ad altra sede (e perché sono state fatte?), pur sapendo che non era nota la data di consegna del nuovo asilo da parte del settore tecnico preposto alla costruzione della struttura (quindi per buttare polvere negli occhi dei cittadini). In seguito, nel settembre 2014, il settore Lavori Pubblici ha fatto presente alla Regione Lazio, ente che ha finanziato la realizzazione del nido, che i lavori non erano ancora completati, e che era necessaria una proroga del termine allora previsto per l’ultimazione.

 

La giunta regionale del Lazio, raccogliendo l’istanza del Comune di Viterbo e di altri comuni con analoga situazione, nell’ottobre 2014 stabiliva come termine unico per l’apertura dell’asilo nido il 1° marzo 2015. Riguardo al termine del 1° marzo vi è una minima tolleranza da parte della Regione Lazio, che informalmente ha fatto sapere di considerare tale termine complementare a quello previsto per la partecipazione alla Start Up 2014\2015 (apertura entro il 1° aprile 2015), iniziativa finalizzata alla concessione di contributi (eccolo il bandolo della matassa, ma le ragioni dei cittadini no?) da parte della Regione per l’avvio di nuovi asili nido comunali.

 

L’obiettivo dell’amministrazione è pertanto quello di avviare il nuovo nido entro il mese di marzo 2015, poiché l’ammissione al bando regionale per la Start Up 2014\2015 consentirebbe di recuperare risorse che potrebbero essere investite nei servizi per l’infanzia. Tra l’altro è previsto dal bando che il contributo regionale per la Start Up (tanto di moda ma serve per dire che startup si identifica la fase iniziale per l’avvio di una nuova impresa, cioè quel periodo nel quale un’organizzazione cerca di rendere redditizia un’idea attraverso processi ripetibili e scalabili), possa essere utilizzato per l’abbattimento delle rette di frequenza del nuovo asilo nido. È infatti intenzione dell’amministrazione, qualora la domanda di ammissione al bando venisse accolta, agevolare le famiglie interessate dal trasferimento, rimodulando le rette per la frequenza, considerati i possibili disagi che potrebbero verificarsi a seguito di tale spostamento.

 

Come dimostrano le foto: parco inesistente, box che sembrano i recinti per le pecore, verde e alberi impensabile vederli. In pratica un corri corri per accaparrare dei fondi senza pensare al disagio creato a chi ha la necessità di utilizzare le strutture. Il coro è unanime assessore Fersini faccia il favore si dimetta.

 

Foto G de Zanet -La incompleta struttura a S Barbara (2)

 

Foto G de Zanet -La incompleta struttura a S Barbara (3)

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