REGIONE – “Qualità, innovazione e aggregazione: finalmente, dopo l’approvazione di martedì scorso, abbiamo il nuovo Programma di sviluppo rurale presentato oggi ufficialmente in commissione agricoltura. Ringrazio l’assessore Ricci per la sensibilità dimostrata durante il lavoro che ha portato alla definizione del Psr 2014-2020 che presenta diversi elementi qualificanti, frutto anche dell’accoglimento di nostre osservazioni e proposte”.

 

E’ quanto dichiara Daniele Sabatini (foto), capogruppo Ncd della Regione Lazio.

 

“In primo luogo – aggiunge – , il montante complessivo sale da 700 milioni a 780 milioni di euro, il 10 per cento in più rispetto al passato, per un totale di 20 misure che, sebbene inferiori alle precedenti, sono state meglio organizzate nelle loro sottomisure. Il Psr, inoltre, assicura, come auspicavamo, la giusta attenzione al ricambio generazionale: il Lazio è la regione con l’età media più alta degli imprenditori agricoli e i 90 milioni messi a disposizione rappresentano un incentivo concreto per invogliare i giovani ad investire sull’imprenditoria agricola. I Gruppi di Azione Locale passano da 8 a 12, importante opportunità che ci auguriamo il territorio saprà cogliere in modo proficuo, e si garantisce, poi, un intervento concreto contro i danni da fauna selvatica e da fitopatie. Soprattutto, come avevo più volte sollecitato, è stato allungato da 6 a 12 mesi il termine per partecipare ai bandi al fine di venire incontro ai tanti imprenditori, tra i quali molti giovanissimi agricoltori, che avevano già aperto una partita Iva e, per via dei rallentamenti nell’approvazione del Psr, rischiavano di non poter accedere al Programma.

 

Un intervento necessario per risolvere un problema dovuto ai tempi troppo lunghi con cui il Psr è stato licenziato a seguito delle numerosissime osservazioni pervenute dall’Unione Europea che non solo hanno prodotto ritardi ma hanno portato ad un testo finale di oltre mille pagine, in contraddizione con i principi di sburocratizzazione e semplificazione normativa. Inoltre, grazie alla nuova impostazione annuale ‘N+3’, nonostante il tempo perso tra il 2014 e il 2015, il Psr svilupperà i propri effetti fino al 2023 e coprirà una fascia temporale di azione sui piani agricoli più ampia rispetto al passato. Ora – conclude Sabatini – attendiamo la riunione del Comitato di sorveglianza, il 4 dicembre, dopo la quale potranno partire i bandi che ci auguriamo che siano attivati prima della fine dell’anno”.

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