Che la storia sia maestra di vita, è tesi ciceroniana molto controversa, anche perché se lo fosse vivremmo nel migliore dei mondi possibili, in pace, armonia e prosperità; c’è invece chi giustamente sostiene che dall’homo sapiens all’ homo globalis poco è cambiato in termini di insignificanza di ogni esperienza maturata.

Siamo sempre davanti ad una condizione nicciana del tempo e della storia che perpetua il ritorno incessante delle stesse vicende, degli stessi drammi ed errori, in alternativa alla linea santifica del Cristianesimo, quella semiretta che partendo da Gesù Cristo arriva addirittura alla resurrezione della carne ed alla fine del tempo.

Quindi a proposito di pandemia la retorica profusa sull’”andrà tutto bene”, “ne usciremo migliori”, “mai più errori e comportamenti scorretti”, è destinata a rivelarsi meramente tale e non avremo imparato proprio nulla da questa drammatica esperienza?

Propendo per la seconta: credo che alcuni insegnamenti restino ad ammonirci anche solo per la loro chiarezza ed ipostasi.

Intanto abbiamo appreso che si può vivere decentemente anche con meno consumi secondari, con uno stile di vita che rispetti l’ambiente e l’abuso spesso violento dei tanti beni comuni che abbiamo stressato nei ritmi tumultuosi dello status quo ante.

Non a caso la natura si è rigenerata in assenza di umani in circolazione.

Viaggiare di meno perché superfluo, costoso e dannoso, ora si può perché lo abbiamo sperimentato on line: quante volte ci eravamo chiesti che senso avesse fare centinaia di Km con mezzi pubblici o privati per un colloquio di un quarto d’ora o per consegnare o ritirare un documento?

Lavorare o studiare da remoto si può, dosandone la frequenza ed affinandone la tecnica; addirittura potrebbe offrire opportunità mai considerate in termini di tempo libero o accesso all’eccellenza.

Tutto ciò porrà il tema dell’esubero di servizi e prestazioni e quindi della loro trasformazione in diverse ed alternative occasioni di lavoro: il commercio dovrà cambiare perché sta già cambiando in modo irreversibile con Amazon e le altre multinazionali dell’ e-commerce; i trasporti, i ritmi di produzione e produttività.

Gli stessi rapporti umani hanno virato verso una semplificazione che dovrebbe aver favorito una feconda introspezione in ciascuno, con più tempo sé stessi e per la coltivazione, sì di orti e giardini per i fortunati che li posseggono, ma anche di gusti, hobby, talenti, perché il fattore tempo che ci è sempre sfuggito, oggi abbiamo appreso che può essere riconquistato, addomesticato, umanizzato.

Poi qualcuno, una qualche consistente frazione di chi in questi giorni è scesa in piazza a protestare per la chiusura ed i ristori insufficienti, deve aver appreso la lezione che le tasse si debbono pagare; perché se capita che gli aiuti vengano commisurati su quanto pagato in tasse ed imposte va a finire che gli evasori magari davvero arrivano alla fame.

Dubito invece che i mestatori del malcontento, gli strumentalizzatori astuti dell’asticella sempre più bassa, gli attivisti in perenna campagna elettorale, siano finalmente sbugiardati e dissuasi dall’insistere.

Francesco Chiucchiurlotto