Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Talete, il Comune di Viterbo mette nero su bianco il proprio impegno, finalizzato alla ricapitalizzazione della società partecipata. Il tutto al termine di una seduta fiume di consiglio iniziata come consuetudine in ritardo.

 

Cambia la tattica ma non muta la figura barbina della maggioranza, si potrebbe ben dire a tal proposito. Nonostante la massiccia presenza di oltre 50 lavoratori di Talete, in attesa di ricevere lumi sul proprio futuro, il consiglio comunale, convocato per le ore 15.30 di giovedì, prende infatti il via solo alle 16.15. Motivo del ritardo, con ogni probabilità, la speranzosa attesa che il numero minimo di consiglieri comunali di maggioranza, utili per rendere valida la seduta senza l’appoggio dell’opposizione, raggiungesse Palazzo dei Priori, in modo tale da non far saltare il primo appello.

 

I lavoratori di Talete in Comune
I lavoratori di Talete in Comune

 

Patetici tatticismi a parte, la seduta prende il via con l’intervento della consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini, che annuncia la presentazione di 33 emendamenti in merito alla delibera sulla gestione dell’acqua pubblica, primo punto all’ordine del giorno.

 

Vista la necessità di analizzare approfonditamente ognuno di essi, con annesso parere del dirigente comunale, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Maria Buzzi, propone di sospendere i lavori.

 

La proposta, accolta dai più, consente ai consiglieri di confrontarsi sulla bontà degli stessi e di tornare in aula con il seguente “verdetto”: gli emendamenti di Viterbo Venti Venti non sono conciliabili con la posizione della maggioranza.

 

La ripresa dei lavori tarda però ad arrivare per motivi di natura tecnica relativi al documento in discussione: a seguito della sospensione si decide infatti di spostare la parte del deliberato presente nell’ordine del giorno (in cui figura anche il punto inerente alla ricapitalizzazione) nella premessa dell’atto. Ne consegue un ulteriore prolungamento dell’attesa che, dopo due ore di sospensione, porta ad una nuova e definitiva stesura del deliberato condiviso da tutti, ad eccezione di Sel, Viterbo Venti Venti e M5S.

 

In esso il consiglio comunale, al fine di tutelare il livello occupazionale, si impegna ad attuare con sollecitudine le procedure volte a garantire l’accesso di Talete al credito e un corretto e positivo rapporto con le maestranze, scongiurando in tal modo i disservizi su cittadini e utenti. Oltre a ciò il consiglio si impegna ad individuare un esperto in finanza locale e nei rapporti con le partecipate, al fine di studiare la forma di intervento meno impattante sui bilanci comunali in accordo con Talete spa ed altri comuni soci, invitando l’organo di indirizzo politico recentemente nominato a dare corso a quanto indicato nel progetto Parca. Il Consiglio si riserva altresì di valutare la possibilità di ripubblicizzare l’acqua allorché Talete raggiunga il pareggio di bilancio.

 

Gli emendamenti presentati al documento in precedenza da Viterbo Venti Venti e M5S restano tuttavia ancora in piedi e vengono discussi e votati uno per uno nel corso di una lunga serata, che si conclude con l’approvazione dell’ordine del giorno.

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