VITERBO – “Sono circa 11mila in Italia le aziende con una forma di partecipazione pubblica. Oltre 950mila gli addetti e 57 miliardi il valore aggiunto che generano complessivamente. Sono questi alcuni dei risultati dell’ultimo rapporto Istat relativo alle Partecipate Pubbliche in Italia 2013”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti (foto), Segretario Generale della Uil di Viterbo.

 

“Il 57,6% delle unità d’impresa analizzate – prosegue Turchetti – è partecipato da soggetti pubblici per una quota maggiore del 50% (le cosiddette ‘controllate’), il 13,8% per una quota compresa tra il 20% e il 50%, il 28,6% per una quota inferiore al 20%. Le controllate sono 4.715 imprese, per un totale di 661.919 addetti, senza considerare le attività finanziarie e assicurative, i maggiori utili sono ricavati dalle controllate dei servizi elettricità, gas, acqua e rifiuti. (circa l’11% di quello complessivo delle imprese dell’industria e dei servizi)”.

 

Tra le unità a partecipazione pubblica (imprese attive 7.767) con ( 927.559 addetti), corrispondono al 97,3% degli addetti di tutte le partecipate. La dimensione media delle imprese partecipate è di 119 addetti per impresa. La forma giuridica con la dimensione media maggiore (307 addetti per impresa), è la società per azioni, scelta dal 31,8% delle imprese partecipate, che ha un peso in termini di addetti dell’81,6% sul totale delle imprese partecipate. Il settore di attività economica con il maggior numero di imprese attive partecipate da un soggetto pubblico è quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 13,9% di imprese e il 27% di addetti.

 

Il settore che impiega invece il maggior numero di addetti è quello del Trasporto e magazzinaggio, che raccoglie il 37,4% di addetti e il 10,3% di imprese. Nel 23,3% dei casi la sede delle imprese partecipate è situata nel Centro Italia (54,4% degli addetti).

 

La dimensione media delle imprese partecipate con sede nel Centro è di 279 addetti per impresa ed è fortemente influenzata dalle imprese localizzate nel Lazio dove gli addetti delle partecipate sono 431.195 (afferenti a 751 imprese) sul totale 504.858 degli addetti di tutto il Centro.

 

La composizione settoriale e dimensionale delle aziende controllate dalla Pubblica Amministrazione influenza i livelli di produttività del lavoro (misurata in termini di valore aggiunto per addetto), pari a circa 87 mila euro, rispetto ai circa 56 mila euro del totale delle imprese.

 

Circa due terzi delle controllate hanno registrato un utile d’esercizio nel 2013 (poco meno di 1 miliardo di euro). I settori che generano i maggiori volumi di utile sono la fornitura di energia elettrica e gas (702 milioni) ed i Servizi idrici e gestione dei rifiuti (348 milioni). Il settore con i maggiori volumi di perdite è quello dei Trasporti (-180 milioni). Da Questi ultimi dati si evince che le utility che erogano i servizi di elettricità e gas sono quelle con il maggior valore aggiunto, positive come quelle di servizi idrici e rifiuti. Negativa la situazione delle aziende del trasporto.

 

“L’Istituto di Statistica – conclude Giancarlo Turchetti – sottolinea anche dove si trovano gli stipendi più alti. Con 56mila euro lordi l’anno ‘trionfa’ il settore dell’attività estrattiva, seguito a poco meno di 50mila euro dai servizi di informazione e comunicazione. In coda alla graduatoria ci sono i 22mila euro scarsi delle attività amministrative, per poi scendere a 20.500 euro nei servizi di alloggio e ristorazione. Basse anche le retribuzioni di sanità e assistenza sociale (meno di 23mila euro) e istruzione, sotto 30mila euro”.“Sono circa 11mila in Italia le aziende con una forma di partecipazione pubblica. Oltre 950mila gli addetti e 57 miliardi il valore aggiunto che generano complessivamente. Sono questi alcuni dei risultati dell’ultimo rapporto Istat relativo alle Partecipate Pubbliche in Italia 2013”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, Segretario Generale della Uil di Viterbo.

 

“Il 57,6% delle unità d’impresa analizzate – prosegue Turchetti – è partecipato da soggetti pubblici per una quota maggiore del 50% (le cosiddette ‘controllate’), il 13,8% per una quota compresa tra il 20% e il 50%, il 28,6% per una quota inferiore al 20%. Le controllate sono 4.715 imprese, per un totale di 661.919 addetti, senza considerare le attività finanziarie e assicurative, i maggiori utili sono ricavati dalle controllate dei servizi elettricità, gas, acqua e rifiuti. (circa l’11% di quello complessivo delle imprese dell’industria e dei servizi)”.

 

Tra le unità a partecipazione pubblica (imprese attive 7.767) con ( 927.559 addetti), corrispondono al 97,3% degli addetti di tutte le partecipate. La dimensione media delle imprese partecipate è di 119 addetti per impresa. La forma giuridica con la dimensione media maggiore (307 addetti per impresa), è la società per azioni, scelta dal 31,8% delle imprese partecipate, che ha un peso in termini di addetti dell’81,6% sul totale delle imprese partecipate. Il settore di attività economica con il maggior numero di imprese attive partecipate da un soggetto pubblico è quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 13,9% di imprese e il 27% di addetti.

 

Il settore che impiega invece il maggior numero di addetti è quello del Trasporto e magazzinaggio, che raccoglie il 37,4% di addetti e il 10,3% di imprese. Nel 23,3% dei casi la sede delle imprese partecipate è situata nel Centro Italia (54,4% degli addetti).

 

La dimensione media delle imprese partecipate con sede nel Centro è di 279 addetti per impresa ed è fortemente influenzata dalle imprese localizzate nel Lazio dove gli addetti delle partecipate sono 431.195 (afferenti a 751 imprese) sul totale 504.858 degli addetti di tutto il Centro.

 

La composizione settoriale e dimensionale delle aziende controllate dalla Pubblica Amministrazione influenza i livelli di produttività del lavoro (misurata in termini di valore aggiunto per addetto), pari a circa 87 mila euro, rispetto ai circa 56 mila euro del totale delle imprese.

 

Circa due terzi delle controllate hanno registrato un utile d’esercizio nel 2013 (poco meno di 1 miliardo di euro). I settori che generano i maggiori volumi di utile sono la fornitura di energia elettrica e gas (702 milioni) ed i Servizi idrici e gestione dei rifiuti (348 milioni). Il settore con i maggiori volumi di perdite è quello dei Trasporti (-180 milioni). Da Questi ultimi dati si evince che le utility che erogano i servizi di elettricità e gas sono quelle con il maggior valore aggiunto, positive come quelle di servizi idrici e rifiuti. Negativa la situazione delle aziende del trasporto.

 

“L’Istituto di Statistica – conclude Giancarlo Turchetti – sottolinea anche dove si trovano gli stipendi più alti. Con 56mila euro lordi l’anno ‘trionfa’ il settore dell’attività estrattiva, seguito a poco meno di 50mila euro dai servizi di informazione e comunicazione. In coda alla graduatoria ci sono i 22mila euro scarsi delle attività amministrative, per poi scendere a 20.500 euro nei servizi di alloggio e ristorazione. Basse anche le retribuzioni di sanità e assistenza sociale (meno di 23mila euro) e istruzione, sotto 30mila euro”.

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