“Prima di inviare diffide presentatevi in conferenza dei sindaci”

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VITERBO – “Sono appena 14, presentate prevalentemente da cittadini e da consiglieri di minoranza”. Esordisce così il presidente della Provincia, Mauro Mazzola, nel commentare le diffide pervenute a Palazzo Gentili riguardo al possibile arrivo di Acea in Talete. Diffide che, tra l’altro, solo due Comuni avrebbero fatto pervenire su carta intestata.

Formalismi a parte, Mazzola entra immediatamente a gamba tesa sull’argomento: “Chi ha fatto pervenire tali diffide – commenta – evidentemente non sa che Il presidente dell’Ato e della Provincia, da solo, non decide assolutamente nulla. La diffida, semmai, avrebbe dovuto essere fatta all’assemblea.

Ad ogni modo, tornando ai sindaci, credo che ci siano delle discrepanze nei comportamenti di alcuni di loro. Non si possono presentare questo genere di documenti e poi non presentarsi in assemblea, facendo mancare il numero legale, per discutere dell’acqua, della funzionalità del servizio e delle tariffe.

Essere a favore dell’acqua pubblica come il sottoscritto – prosegue Mazzola – è un conto. Parlare di effettiva gestione del servizio è un altro. Se la gestione pubblica non è però efficiente, che si passi allora a una gestione oculata e professionale e, soprattutto, che funzioni. Le condotte e l’acqua resterebbero in ogni caso pubbliche; ma soprattutto le tariffe potrebbero diminuire a fronte di una maggiore funzionalità del servizio.

Tra l’altro – conclude Mazzola – vengo da un incontro presso la sede di Talete, dove ho avuto modo di sapere che il sindacato dei dipendenti non si oppone a priori all’arrivo di Acea, in quanto la cosa importante è preservare la continuità lavorativa dei dipendenti”.

Sul possibile arrivo di Acea resta comunque tutto ancora incerto: “Al momento – spiega l’ing. Giancarlo Daniele, responsabile della Segreteria Tecnico Operativa A.T.O. 1 – non siamo ancora in rapporto con Acea. Ci sarà in ogni caso un confronto per comprendere le intenzioni dell’azionista di maggioranza, fermo restando che un processo di aggregazione avrebbe oggettivamente senso solo in caso di Ato unico regionale”.

Massimiliano Chindemi

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