VITERBO – “Mi spiace dover deludere il sindaco di Rignano Flaminio Fabio De Lorenzi, ma i lavori di sistemazione della strada provinciale Falisca che interesseranno anche il suo Comune, non partono affatto in virtù della sua diffida, ma sono il frutto di una precisa volontà dell’Amministrazione provinciale. Anche perché ben prima di lui, le sollecitazioni erano arrivate dai consiglieri provinciali e dal sindaco di Faleria Marco Del Vecchio”.

 

Il presidente della Provincia Marcello Meroi (foto) replica così alle affermazioni rilasciate dal sindaco di Rignano Flaminio.

 

“Ben prima che giungesse notizia della diffida del sindaco De Lorenzi – tiene a precisare Meroi – ci eravamo attivati, unitamente ai consiglieri provinciali Francesco Urbanetti ed Alberto Cataldi, e in accordo con il sindaco di Faleria che più volte ci ha rappresentato lo stato di difficoltà legato alle condizioni del manto stradale, per reperire le risorse necessarie ad effettuare l’intervento. Ringrazio i responsabili degli uffici Viabilità e Ragioneria per gli sforzi fatti in queste settimane, al fine di recuperare nelle pieghe del bilancio i soldi che hanno consentito oggi di poter procedere all’asfaltatura della Sp Falisca. Purtroppo le ristrettezze di bilancio non sono un alibi, ma una triste realtà con la quale in questi cinque anni siamo stati costretti a confrontarci costantemente; una situazione che, soprattutto negli ultimi due anni, si è fatta drammatica in contemporanea al lento e progressivo smantellamento delle province.

 

Tuttavia ci siamo sempre rimboccati le maniche e senza nascondere le difficoltà abbiamo fatto il possibile per dare risposte ai cittadini, spesso andando a raschiare il barile e sacrificando altre esigenze pur di dare corso a quelle che abbiamo ritenuto essere le priorità del territorio. Come in questo caso – conclude Meroi – senza farci condizionare, né tantomeno intimorire, dalle minacce di chi, forse, fa finta di ignorare lo stato di dissesto in cui il Governo Renzi ha fatto precipitare le province italiane”.

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