REGIONE – “Il sistema al servizio degli allevatori laziali, per la tenuta dei libri genealogici e per l’assistenza tecnica va profondamente riqualificato. Lo ha sottolineato Agrinsieme nell’incontro che ha promosso presso la Regione Lazio per la presentazione, alle Istituzioni ed alle imprese, del proprio progetto di rilancio del sistema allevatoriale.

 

“Dobbiamo ristrutturare il sistema attuale che è del tutto inefficace, i servizi che vengono prestati agli allevamenti e individuarne di nuovi – ha detto il coordinatore di Agrinsieme Sergio Ricotta -. Non si possono lasciare gli allevamenti senza validi controlli funzionali e supporti di assistenza e consulenza zootecnica e veterinaria. Oggi, ad esempio, meno del 20% del patrimonio zootecnico regionale è sottoposto ai controlli funzionali e quelli delle attitudini produttive”.

 

Con questa iniziativa Agrinsieme intende “riportare al centro dell’attenzione delle Istituzioni e della politica regionale un settore a rischio di chiusura. Infatti la nuova PAC, la fine delle quote latte, gli obblighi, senza più deroghe, della direttiva nitrati, costi burocratici insostenibili, se non si interviene con misure in grado di rilanciare il settore, aggraveranno una situazione già critica”.

 

Netto il “No” di Agrinsieme al decreto legge approvato in Conferenza Stato Regioni per cui il premio accoppiato dei 56 euro per le vacche in lattazione, previsto inizialmente per tutti gli allevatori italiani, sia concesso solo a quelli iscritti all’AIA; su questo è stato preannunciato ricorso alla Corte Europea.

 

Le proposte di Agrinsieme – che rappresenta il 50% dei capi allevati nel Lazio – “vogliono essere uno stimolo ed un supporto al rinnovamento che ci si augura possa essere approfondito nella cabina di regia per la zootecnia che si è chiesta e che potrà essere il luogo deputato al confronto sui problemi del settore”.

 

L’assessore regionale all’Agricoltura Sonia Ricci, che ha partecipato all’incontro, si è dichiarata disponibile ad attivare un confronto costruttivo per rilanciare la zootecnia laziale: “Va mantenuta alta l’attenzione sul settore – ha dichiarato -. La ‘casa dell’ allevatore’ sarà il luogo privilegiato dove affrontare e risolvere queste problematiche”.

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