ROMA – “Fare prevenzione su tutto il territorio nazionale, semplificare gli interventi, coinvolgere la comunità scientifica e le professioni, alimentare e rafforzare la partecipazione dei cittadini, rendere più operativo l’intero sistema della Protezione civile, rimarcando compiti e responsabilità: questo ci consente di fare la legge di riordino approvata in via definitiva.

Così avremo più strumenti per garantire maggiore sicurezza dei cittadini e difesa del nostro Paese dagli effetti delle calamità naturali”. Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, commenta il via libera della Camera al disegno di legge delega sulla riforma della Protezione civile: con 304 voti favorevoli, 38 contrari e 107 astenuti, è stato approvato il testo finale che delega il governo a procedere al riordino, ricognizione, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti in materia.

“A 20 anni dalla creazione della Protezione civile, partiamo dalla consapevolezza che tutta l’Europa ha riconosciuto come eccellente la macchina italiana nel pianificare, prevenire e gestire l’emergenza. All’interno di questo quadro generale, lo scopo del Governo e del Parlamento – illustra il deputato dem – è riordinare il quadro normativo, cercando anche maggiore coerenza tra strumenti regionali e nazionali per dare risposte rapide e concrete, valorizzando così anche l’apporto cruciale del volontariato”.

“Siamo intervenuti – spiega ancora Mazzoli – per rendere più efficace la preziosa azione della Protezione civile partendo dalla necessità di semplificare il sistema. E lo abbiamo fatto sia sul piano normativo con la richiesta della riduzione degli adempimenti amministrativi nei casi di emergenza, sia attraverso il coordinamento nei codici convenzionali adottati nell’individuazione dei rischi e nella pianificazione”. Sarà cruciale anche la partecipazione diretta dei cittadini: dalle esercitazioni alla pianificazione d’emergenza, l’obiettivo è promuovere la consapevolezza dei diritti e dei doveri. Inoltre, nel riordino assumeranno un ruolo cruciale “università ed enti di ricerca allo scopo – conclude Mazzoli – di integrare nelle attività di protezione civile conoscenze e prodotti innovativi, una nuova disciplina dello stato di emergenza che garantisca tempi rapidi e valutazione omogenea delle condizioni dei territori, procedure di verifica successiva sull’acquisizione di servizi, forniture e lavori, per i quali si prevedano meccanismi per coinvolgere attività produttive presenti sul territorio”.

Il testo unificato è composto da un solo articolo, che delega il Governo ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti che disciplinano il Servizio nazionale della protezione civile e le relative funzioni.

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