«Il rapporto pubblicato dalla Dia sul primo semestre 2020 è a dir poco allarmante e certifica un quadro comunque prevedibile. Le chiusure, le restrizioni, i piccoli imprenditori lasciati senza risarcimenti o col contentino di una mancia, rispetto a debiti, tasse, affitti e utenze da pagare, hanno generato situazioni drammatiche che ingolosiscono sempre di più la criminalità organizzata. La mafia non è mai in emergenza, ma semmai le sfrutta a suo vantaggio, le emergenze. Quindi con pochi soldi può rilevare aziende ben radicate e rinomate sul territorio, ma ridotte sull’orlo del fallimento».

Lo ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.

«La soluzione? Varare il prima possibile il decreto Ristori 5, calcolando i  risarcimenti per le aziende sulle perdite di fatturato 2020 rispetto al 2019. Quindi  erogare immediatamente i 32 miliardi previsti. Bisogna immettere al più presto liquidità nel tessuto produttivo. Il comparto dell’ospitalità a tavola, lo ricordo, vale il 30% del Pil. Per evitare infiltrazioni mafiose è poi necessario il blocco delle licenze per cinque anni. Quelle citate sono due proposte inserite nel “Piano per la ripresa del comparto Horeca” che Mio Italia ha già inviato alla Presidenza del Consiglio, alla Conferenza delle Regioni e all’Anci per aprire urgentemente un tavolo di confronto», ha concluso Paolo Bianchini.