“Referendum sulle trivelle: il 17 aprile noi votiamo e votiamo SI”

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ORTE – “Il 17 Aprile 2016, ci sarà il referendum sulle trivelle, il coordinamento di Costruiamo Il Domani invita tutta la cittadinanza a partecipare al voto per il raggiungimento del quorum e di votare Si per la salvaguardia dell’ambiente e per l’adozione di una politica che punti concretamente sull’energia rinnovabile.

 

Le trivellazioni in Italia vengono effettuate grazie ad una concessione della durata di 30 anni e prorogabile per 2 volte di 5 anni ciascuna, in totale 40 anni più altri 5 possibili dopodiché la concessione scade. Ora, con un provvedimento inserito nella Legge di Stabilità 2016 dal Governo Renzi l’attività di trivellazione può proseguire fino all’esaurimento del giacimento. I referendari chiedono che questa novità introdotta dalla legge di stabilità venga cancellata e si torni alla scadenza naturale delle concessioni. Il referendum non riguarda le possibili nuove trivellazioni entro le 12 miglia ( 20 Km circa) che rimangono vietate per legge, ma decide il destino delle trivellazioni già esistenti entro le 12 miglia.

 

Se al referendum vince il Si, entro 5\10 anni le concessioni verrebbero a scadere e cosi si limiterebbero i danni provocati a spiagge ed ecosistema marino, si ridarebbe inoltre Appeal turistico al nostro paese rifiutando al contempo il vecchio tipo di crescita imposta dallo “Sblocca Italia” le cui conseguenze in tema di equità, salute ed occupazione ci sono ben note e chiedere, invece, con forza un diverso sviluppo non solo quantitativo ma teso a migliorare la qualità della vita, alla preservazione ed alla valorizzazione delle risorse ambientali, a mitigare le diseguaglianze, a privilegiare l’essere rispetto all’avere.

 

Questa è la vera posta in gioco. E non a caso il Vaticano, tramite i vescovi, ha richiamato per primo l’importanza di un referendum che, di fatto, si collega direttamente ai contenuti della enciclica “Laudato sì”, dove, accanto alla condanna del consumismo, si evidenzia con chiarezza che “la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio“

 

Ma è quanto di più meschino e antidemocratico invitare la gente all’astensionismo come cercano di fare in molti nel Pd.. Quale che sia stato l’iter di questo referendum siamo adesso chiamati alle urne, e occorre andare a votare per non sprecare i 3-400 milioni di euro che questo referendum costerà. Vincere sperando che non si raggiunga il quorum (come vuole il Premier RENZI) è uno schiaffo al vivere civile e a tutti quelli che hanno dato la vita, generazioni fa, per darci il suffragio universale”.

 

Costruiamo Il Domani

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