Venerdì 12 ottobre si è svolto il 2° Congresso della FIOM-CGIL Civitavecchia Roma nord Viterbo, concluso con il rinnovamento del gruppo dirigente territoriale fatto da delegate e delegati metalmeccanici e con la conferma di Giuseppe Casafina come Segretario Generale.

«Hanno partecipato le delegate e delegati eletti nelle assemblee di base svolte sui posti di lavoro dell’Alto Lazio, Fabio Palmieri per la FIOM-CGIL nazionale, Francesca Megna per la CGIL Camera del Lavoro Territoriale, Ivano Tassarotti per il patronato INCA, Claudio Roggerone per l’Ufficio Vertenze CGIL e Valerio Bruni per l’ANPI provinciale di Roma.

Nell’ultimo anno i metalmeccanici dell’Alto Lazio hanno subìto licenziamenti e chiusure, dopo che le aziende non sono riuscite a realizzare i piani di sviluppo previsti, nè a differenziare le attività – una strada che invece sarebbe necessaria anche per far fronte al drammatico problema dei continui ribassi negli appalti. Un grave problema quest’ultimo, che non deve essere lasciato in balia delle dinamiche di concorrenza tra le imprese appaltatrici, perché con una piena responsabilità sociale della committenza principale verso il territorio avrebbe proporzioni diverse e meno gravi.

Per non farsi mancare nulla si è registrato il caso di un provvedimento giudiziario nei confronti di un’impresa, con accuse gravissime tra cui quella di caporalato e sfruttamento del lavoro, per cui la FIOM-CGIL è costituita parte civile in udienza.

E’ questa in estrema sintesi la fase di crisi che il settore attraversa, fase che dura da tempo e che investe anche i lavoratori attivi, perchè le condizioni di lavoro peggiorano e i ricorsi alle casse integrazioni rimangono costanti.

Per superare la crisi che investe l’occupazione locale è necessario il massimo impegno da parte di tutti: dalle Istituzioni locali alle grandi realtà industriali e affini, in particolare di Enel vista l’importanza e la connotazione produttiva di un’area che vede la presenza, tra le altre attività, di due Centrali ciascuna delle quali necessita di lavorazioni costanti, di manutenzione e pulizie per l’una e di demolizione per l’altra.

Rimangono, infine, l’atteso sviluppo del Porto di Civitavecchia e la necessità di un progetto sulle cosiddette aree interne, necessità per il viterbese in particolare».

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