Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Il Bullicame torna ad essere protagonista in Consiglio comunale, a due settimane dall’interrogazione presentata dall’opposizione sui lavori al pozzo San Valentino.

 

“Il 16 marzo scorso – afferma il capogruppo di Forza Italia, Claudio Ubertini – avrebbe dovuto prendere il via la stagione delle cure dei fanghi; ma a distanza di quasi 15 giorni tutto è ancora fermo, L’acqua continua infatti a non arrivare e ben 12 posti di lavoro sono seriamente a rischio”.

 

A rincarare la dose ci pensa il capogruppo di Fratelli d’Italia-An, Luigi Maria Buzzi: “Il sindaco ci aveva rassicurato in merito a una rapida conclusione dei lavori, ma nulla di quanto annunciato due settimane fa si è poi verificato.

 

Secondo il sindaco Michelini e l’assessore Delli Iaconi – prosegue Buzzi – la fonte di San Valentino non avrebbe dovuto incidere sull’avvio della stagione ei fanghi; peccato però che i problemi continuino a persistere”.

 

Chiamato direttamente in causa, l’assessore Delli Iaconi interviene difendendo le proprie posizioni: “Ho incontrato i lavoratori due settimane fa, spiegandogli la situazione. Domani mattina, in ogni caso, incontreremo nuovamente tutti loro, per ribadire il fatto che sul pozzo San Valentino è stato compiuto un intervento diviso in due fasi: la prima è inerente al riequilibrio, la seconda mirante alla stabilizzazione del pozzo. Tale intervento deve essere realizzato dall’azienda che indirettamente ha provocato tale emergenza, ma le disposizioni emanate dalla Regione sono state impugnate. Il Tar ha accolto il ricorso, concedendo così un mese di sospensiva. La situazione si sta pertanto risolvendo, sebbene con tempi più lunghi rispetto al previsto.

 

In merito ai fanghi – aggiunge Delli Iaconi – so che questi vengono rigenerati all’interno del Bagnaccio; non vedo quindi cosa possa centrare il Bullicame in tale vicenda. Riguardo alla riduzione della quantità d’acqua, così avversata da un’azienda del territorio, credo infine che il problema non sussista. Capisco che le variazioni possano dare fastidio, ma allo stesso tempo sono convinto che queste non possano condizionare così gravemente il lavoro dell’azienda, come invece si intende far passare”.

 

Ma il consigliere Ubertini non ci sta è ribatte stizzito: “La verità, caro assessore, è che l’unico stabilimento che fa termalismo a Viterbo non è attualmente in condizioni di lavorare. E’ evidente che il Comune e lo stabilimento sostengono due tesi differenti. Rinnovo dunque l’invito a convocare una commissione ad hoc che si occupi della vicenda, al fine di salvaguardare il termalismo e i livelli occupazionali”.

 

Il sindaco Michelini pare però non essere intenzionato a raccogliere l’invito di Ubertini, affermando seccamente: “La sentenza del Tar parla chiaro. Il Comune di Viterbo non può far altro che adeguarsi”.

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