VITERBO – “In riferimento all’abbattimento, taglio e smaltimento delle piante di cipresso cadute o a rischio di crollo situate nei cimiteri di San Lazzaro e delle frazioni – spiega l’assessore alle politiche cimiteriali Andrea Vannini (foto) – volevo informare la cittadinanza che le ditte incaricate, seguendo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale Riccardo Paganini, stanno lavorando alacremente affinché, in pochi giorni, tutte le aree a rischio vengano messe in sicurezza.

 

Entro oggi le quattro piante crollate nel cimitero monumentale di San Lazzaro verranno completamente smaltite e questa mattina il cancello sud verrà riaperto al pubblico per il fine settimana. L’ordinanza relativa all’abbattimento delle piante pericolanti è stata firmata ed entro i primi giorni della prossima settimana si proseguirà con la messa in sicurezza delle restanti aree attualmente interdette al pubblico, sia a San Lazzaro che al cimitero di Bagnaia. Subito dopo queste aree verranno immediatamente riaperte alla cittadinanza. Le piante eliminate saranno rapidamente sostituite con nuovi individui di cipresso al fine di garantire l’integrità e omogeneità della copertura vegetale dei cimiteri.

 

Ritengo che i tempi di reazione dell’amministrazione, meno di 2 settimane, siano stati molto rapidi sia nell’individuare le risorse e finalizzarle alla messa in sicurezza dei cimiteri, sia nell’eseguire le operazioni necessarie alla messa in sicurezza delle aree a rischio. Tutto questo – prosegue l’assessore – anche in considerazione del fatto che si sta lavorando in fase bilancio provvisorio e in una oggettiva condizione di difficoltà economica condivisa con la maggior parte delle municipalità italiane.

 

Volevo ringraziare i cittadini per la pazienza dimostrata e per aver condiviso con l’amministrazione la necessità di tutelare prima di tutto l’incolumità pubblica – conclude l’assessore Vannini-. Ringrazio anche tutti i dirigenti, funzionari e dipendenti del settore che rappresento per l’impegno garantito nella risoluzione dei danni provocati dall’emergenza climatica del 6, 7 e 8 marzo scorsi”.

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