Oggi, ventidue marzo, si celebra, nel mondo, la giornata dell’acqua, della sua valorizzazione, del suo risparmio, del suo uso contenuto e razionalizzato allo stretto necessario; anche Montefiascone, stando ai fatti, anche se a modo suo, nella massima insensibilità, ha voluto partecipare a questa Giornata.

Nella città vulsinea, infatti, dalla giornata di ieri, la tubazione dell’acquedotto dei Cimini, realizzato alla fine dell’ottocento inizio novecento, che porta acqua dai Monti Cimini fin sul serbatoio della Rocca dei Papi, per il rifornimento della città, lungo il costone sottostante la terza cupola d’Italia della Basilica della patrona S. Margherita e la strada Verentana, vi è una forte perdita di acqua che finisce, quale grande spreco, nelle rete della fognatura pubblica.

E’ veramente avvilente, in un momento come l’attuale, nel quale si parla tanto di risparmio di questo bene sempre più prezioso e sempre più scarso, vedere un acquedotto fare acqua, per giorni, con grandi sprechi della medesima, in un punto della città così apertamente ben visibile a tutti.

E’ mai possibile che qualcuno, politici, cittadini, forze dell’ordine in generale, si sia accorto di tale falla e ne abbia fatta la debita segnalazione a chi di dovere, e, chi di dovere, non sia ancora intervenuto per la specifica riparazione.

Una mancanza di attenzione alla tutela dei principali beni sul territorio che da una parte desta preoccupazione e dall’altra dimostra quella poca efficienza operativa dell’attuale Amministrazione cittadina, mentre circolano voci, secondo le quali, sembrerebbe, che, nel prossimo Consiglio comunale, sarà varato un aumento delle tasse locali, tra le quali, quelle inerenti il sistema idrico.

Pietro Brigliozzi

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