RONCIGLIONE – Martedì 24 ottobre alle ore 15:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Ronciglione tredici Comuni della Provincia di Viterbo sono stati invitati dal Sindaco Dott. Mario Mengoni per condividere la possibilità di sviluppare un programma comune di Comunicazione Territoriale.

Alla riunione è stato invitato il Prof. Renato Di Gregorio che ha messo a fuoco questo nuovo “modello” di comunicazione applicato oramai in diverse regioni italiane e insegnato al Master LUCE che si tiene a Terni.

Seguendo tale modello, il territorio non è più considerato un luogo da promuovere o da offrire ad un ipotetico cliente, ma una Organizzazione capace di sviluppare strategie di sviluppo condivise e partecipate e di scegliere interlocutori diversi con cui negoziare scambi reciprocamente vantaggiosi.

Gli Amministratori che vi parteciperanno potranno decidere se sfruttare l’opportunità di avere a Ronciglione un giovane che ha seguito il Master LUCE, il Dott. Davide Di Carlo, che, grazie alla borsa di studio erogata dalla Regione Lazio relativa al programma Torno Subito, sta svolgendo il tirocinio in loco.

Se il programma partirà, gli Amministratori aderenti all’iniziativa potranno raccogliere l’esperienza maturata dai loro colleghi della Provincia di Terni che hanno utilizzato il modello per rivedere tutto il sistema di comunicazione che i Comuni adottano e potranno condividere come poter valorizzare le distintività dei diversi territori che governano.

Un’altra novità interessante è che il Prof. Di Gregorio, padre della metodologia della Formazione –Intervento, assieme al suo allievo, il Dott. Di Carlo, condurrà l’intervento con la partecipazione delle comunità locali sviluppando non solo una progettualità condivisa, ma anche un apprendimento diffuso per fare del territorio un vero protagonista dello sviluppo.

Il Sindaco di Ronciglione, durante i primi due mesi di permanenza del Dott. Di Carlo presso il suo Comune, ha già maturato delle ipotesi su come circoscrivere il territorio su cui sperimentare l’applicazione del “modello”, ma vuole giustamente raccogliere le proposte dei colleghi e la loro disponibilità a lavorare tutti assieme al progetto comune.

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