Questa dei partiti personali non è una caratteristica solo italiana, ma sicuramente da noi ha assunto una conformazione stabile da un quarto di secolo, e non è difficile riconnetterla alla nostra storia medievale e rinascimentale contrassegnata da figure peculiari come i Capitani di Ventura. (Il Capitan Salvini tanto per dire …)

Il fenomeno delle Compagnie di Ventura si sviluppò in particolare dopo le crociate, quando i figli cadetti di nobili famiglie vennero avviati al mestiere ecclesiastico o delle armi. Coloro che intrapresero la vita militare, penalizzati dalla primogenitura, si organizzarono mettendo la propria abilità militare a disposizione dei vari signori che ne avevano necessità.

Nei comuni italiani, dove il notevole sviluppo delle attività artigianali, artistiche, letterarie ed industriali aveva allontanato la borghesia dal “Mestiere delle Armi” (Film di Ermanno Olmi ad hoc), si potevano assoldare i Capitani di Ventura, ed i loro eserciti mercenari per fare la guerra.

Tra i più celebri: Bonifacio Lupi, marchese di Soragna, al servizio di Firenze nella guerra contro Pisa (1363) Alberico da Barbiano, fondatore della Compagnia di San Giorgio (1378); Muzio Attendolo Sforza (13691424), di origine romagnola al servizio di Napoli e fondatore, assieme al figlio Francesco Sforza, della casata che regnerà su MilanoAngelo Tartaglia, Conte di Toscanella e signore di Lavello, vicario dell’antipapa Giovanni XXIII e rettore del nostro Patrimonio di San Pietro in Tuscia (Orvieto, Civitavecchia, Viterbo cioè le tre Urbs Vetus); Bartolomeo d’Alviano, cui è stato dedicato un importante ed interessante museo proprio ad Alviano (TR); Erasmo da Narni detto il GattamelataFrancesco Bussone detto il Carmagnola ed il protagonista del film di Olmi, Ludovico Giovanni dei Medici, che alla morte di Leone X, figlio di Lorenzo dei Medici, nel 1521, fece annerire le insegne, che fino ad allora erano a righe bianche e viola, diventando così famoso presso i posteri come Giovanni delle Bande Nere.

Trovo molte rispondenze e coincidenze tra quei tempi ed i nostri; secoli in cui l’allora made in Italy, in arte, cultura, musica ecc. si imponeva nel mondo conosciuto attraverso i suoi uomini migliori, le sue banche e le sue merci; in cui come descrive e teorizza bene Guicciardini, quel che contava è il “particulare”, mentre la politica con Machiavalli si emancipava dalla morale e dall’etica.

Essere al servizio di un Signore piuttosto che un altro era solo questione di prezzo ed i voltabandiera, gli “stai sereno”, le pugnalate alle spalle, erano all’ordine del giorno.

Genio e sregolatezza come marchio di fabbrica, gran successo di popolo e fama universale e personale come narrazione vincente.

Forse sbaglio ma la sequenza Craxi, Berlusconi, Bossi, Renzi, Salvini ed anche per certi versi Grillo/Di Maio, ne riprende molti aspetti.

C’è una variante dei Capitani di Ventura che la mia generazione ha molto apprezzato, quella dei Gentiluomini di Fortuna di Hugo Pratt, cioè di Corto Maltese, con le sue avventure apparentemente ciniche e dolenti, ma che sapevano leggere la realtà, sia storica che mitica o magica, e trovarsi alla fine sempre dalla parte giusta.

Francesco Chiucchiurlotto