Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

Sono stato a Praga e dintorni per alcuni giorni, incontrando vecchi amici, nuovi amministratori locali, persone.
Uno di questi amici, posso fare il nome, Martin Roller, mi ha regalato un libro di Franz Kafka: “PROMENA a jinè povidky” le famose METAMORFOSI.

Il libro è esteticamente molto bello: gli scarafaggi in sovracopertina a rammentare il racconto più famoso della metamorfosi (Ovidio docet) in scarafaggio di un impiegato; in prima l’inquietante ritratto bluastro di Franz, e poi in ceko note biografiche di Kafka, una, suppongo, prefazione e l’avvio della sequenza di racconti che lo hanno reso famoso.

Ora è chiaro che non potrò mai leggere questo libro perché la lingua ceka è difficilissima e molto lontana dagli stilemi italiani; allora?

Martin, che sapeva del mio interesse per Franz Kafka, ha pensato in modo immediato a regalarmi un suo libro, il più famoso, senza alcuna preoccupazione sulla reale fruizione dello stesso; anzi averlo nella lingua, anche se incomprensibile con tutti quegli accenti, dieresi, H aspirate che comporta, è un punto di pregio del regalo.

Cioè mi ha comunicato il suo affetto, il suo sentimento di stima nei miei confronti, senza badare all’effettivo impiego del suo regalo.

La percezione che ne segue da parte mia non può che essere positiva, anche se conserverò quel libro come un oggetto/alieno da tenere in mano, guardarlo nel suo design, ricavare al tatto alcune sensazioni, ma mai potrò usufruirne della destinazione originale, cioè quella di leggerlo.

L’opinione infine è quella di un ricambio di affetto e di buoni sentimenti di amicizia, perché al di la dell’effettivo risultato di un dono, si è rafforzato un rapporto cresciuto nel tempo, anche se a segmenti radi e rari; comunque solidi.

Dove voglio andare a parare? Ma sicuramente nel terreno che da tempo sto indagando, quello del Populismo, quello di Salvini e Di Maio, soprattutto il primo, ma anche quello ormai diffusosi in Europa, che avendo superato un’infanzia difficile ed incerta, sta entrando in una maturità, che sarebbe stupido ignorare.

Al centro c’è la comunicazione, quella di oggi: calo drammatico della stampa cartacea, quella che consentiva la calma degli approfondimenti, la sottolineatura a penna dei passaggi significativi, il ritaglio con le forbici del “pezzo” per il proprio personale archivio.

Ora pervasività dei social media, sui quali domina twitter e fb, pochi concetti, anzi poche frasi ad effetto, seguite da commenti televisivi, da editoriali ed infine da un humus, da un brodo di coltura, di quello che viene chiamato SENTIMENT: l’aria che tira, la vulgata, l’opinione diffusa, la percezione di come stanno le cose.

Così si forma l’opinione pubblica, quella dei caffè del settecento, della borghesia colta ed illuminata dell’ottocento, che ha prodotto la democrazia liberale di cui godiamo oggi.

Come ha fatto Martin per amicizia, il sistema populista salta a piè pari il reale contenuto della comunicazione, secondario e forse inutile, ed afferma la percezione, da cui segue l’opinione, cioè il voto, la politica, il potere. OK?

Francesco Chicchiurlotto

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email