Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – A mente fredda, per quanto possibile dopo il NEXIT di Renzi, bisognerebbe capire cosa è diventato il Partito Democratico dopo tre anni di mutazioni.
Il PD nasce il 14.X. 2007 con Veltroni che succede a Fassino ed al DS; Veltroni si dimette nel 2009 dopo che la vocazione maggioritaria non si afferma e viene eletto il suo vice, Franceschini che alle primarie per il Segretario viene battuto da Bersani il 25.X.2009; l’ 8.XI.2011 si dimette Berlusconi e Monti forma il nuovo governo lacrime e sangue: il 25.XI.2012 Bersani vince le primarie a candidato a Premier per l’elezioni del 2013 in cui il PD perde 4 milioni di voti; Bersani si dimette da Segretario e il 24.IV.2013 si forma il governo Letta; il 1.V.2013 è eletto Segretario Epifani e l’ 8.XII.2013 Renzi vince le primarie per il PD; il 13.II.2014 è Leader-Premier, sotto l’ala di Napolitano.
Questa lunga sequenza va tenuta a mente perché in 7 anni cambiano molte cose nel PD: l’insediamento sociale diviene borghese ed alto borghese, per capirsi centro e non periferia sia nelle città che nell’intero Paese; il modus operandi diviene sempre più concentrato sulla figura del leader e, la comunicazione off line, quella delle sezioni (non ce la faccio a dire circoli, mi viene in mente il Circolo Pickwick di Dickens) lascia il posto ai social media.
Ma la mutazione più profonda è quella della struttura organizzativa del partito; e qui Bersani con i suoi 4 anni circa di segreteria a “responsabilità illimitata”: il modello di partito che si sancisce nello statuto e nella Carta dei Valori è quello berlusconiano, del leader-premier, del decisionismo senza contenuti, degli uomini del Capo, della voce unica ed univoca, che pone le premesse all’opportunismo dilagante nella fase di Renzi, nel trasformismo di tutti i quadri federali e regionali che erano stati eletti prima dell’avvento di Renzi (che oggi si dicono non-renziani, ma agiscono come i più realisti del Re, perché non si sa mai…)
Un’Assemblea di 1000 delegati; una Direzione di 120 membri ((80 renziani di cui 20 Sindaci scelti da lui) ed una segreteria di 13 membri, una sorta di Giunta Comunale.
In precedenza nel PC, PDS, DS c’era sempre un quarto organo, chiamato Coordinamento (una ventina di membri) o Esecutivo (con D’Alema 12 membri), insomma il carattere collettivo del partito veniva espresso anche negli organi sia in modo codificato, che informale come i famigerati “caminetti”.
Le correnti, da sempre esistite, avevano un carattere alto di interpretazione della realtà, e rappresentanza di posizioni e di ceti diversi; oggi rischiano di divenire articolazioni organizzative di un capo, sostanzialmente all’interno delle due aree ex DC ed ex PCI-PDS-DS.
Qui la differenza si fa stridente: mentre la componente di provenienza DC, adusa alle correnti ed alle sue dinamiche, conserva una certa autonomia di elaborazione ed organizzazione e si prepara per l’avvenire, l’altra si appecorona al vincente di turno e si iscrive ai vari cerchi, gigliati o meno; le due culture molto diverse non potevano che produrre diversi effetti.
(1- continua)

Francesco Chiucchiurlotto  (Res 59)

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