Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – L’Italia non ha futuro, non nel senso politico o economico del termine, ma semplicemente materiale, perché i suoi abitanti stanno scomparendo, gli Italiani sono sempre di meno e lo sono in una progressione negativa che se non si arresta può assumere progressioni geometriche.
Il futuro è legato in modo intuitivo e simbolico ai figli e in un Paese in cui non se ne fanno più in modo adeguato esso è percepito come incerto, oscuro, minaccioso.

I dati demografici ISTAT sul 2016 ci danno al 1 gennaio 2017 una popolazione di 60 milioni e 579.860 unità, circa 86.000 in meno dell’anno precedente (-0,4%).

Le nascite sono calate da 486.000 a 474.000 ed anche le morti, stante l’avanzamento della sanità italiana negli standard mondiali, da 648.000 a 608.000; ciò va salutato con favore perché si vive più a lungo, ma meno giovani e più vecchi mette in crisi una serie di istituti sociali a cominciare dal pensionistico.

I tassi di fecondità si riducono in tutte le fasce di età ed il numero medio di figli per donna in calo per il sesto anno consecutivo è pari all’1,34, cioè una coppia di Italiani non riesce a riprodursi sempre con difficoltà crescenti.

Altro caso di altro genere: dopo la famigerata proposta dell’On. Lodolini ed altri del PD, un altro appartenente a questo partito, un tal Capone ed altri, si occupa dei cosiddetti Piccoli Comuni proponendone l’eliminazione per fusione coatta sino ad una popolazione di 10.000 abitanti.

Saranno le Regioni con propria legge, a modificare le circoscrizioni territoriali comunali al fine di costituire con popolazione pari almeno a 10.000 abitanti, naturalmente “allo scopo di assicurare ai medesimi Comuni livelli ottimali per l’esercizio delle funzioni proprie, trasferite o delegate, di ottimizzare l’erogazione dei servizi pubblici locali …” e via elucubrando mondi fantastici per efficienza, efficacia, economicità.

Non si sa se ridere o piangere a fronte della constatazione di come i nostri parlamentari esercitino le funzioni di mandato in termini di pressappochismo, improvvisazione, ignoranza della Costituzione e soprattutto del rapporto sull’associazionismo del Ministero dell’Interno che ne chiarisce, dopo una capillare indagine dei Prefetti, le ragioni del fallimento che ha portato al sesto rinvio della legge in proposito.

Terza notazione, la recente firma a Palazzo Chigi delle prime 24 Convenzioni per la riqualificazione urbana delle periferie urbane degradate, che ammonterà 3,9 miliardi di euro, alla fine delle assegnazioni e la legge Borghi-Realacci per interventi sui cosiddetti Piccoli Comuni, che stanzia 100 milioni di euro in “7 anni !!!”, ferma da mesi in Parlamento.

Allora proviamo a riflettere: il calo demografico mette in crisi pezzi di sistema, alcuni deputati si esercitano in ipotesi di chirurgia istituzionale tagliando e cucendo i territori comunali, le periferie degradate, finalmente diciamo tutti, sono oggetto d’intervento, e per 5535 Comuni che amministrano il 54% del Paese, in cui la fuga dei giovani e l’invecchiamento della popolazione rischiano di far sparire intere comunità, sono pressochè derisi ed insultati da stanziamenti ridicoli che neanche vedranno la luce.

Strabismo governativo e cecità politica che darà il colpo di grazia ad una Nazione che deve la sua storia, la sua gloria e mi permetto di dire, la sua speranza, proprio ai Comuni.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 72)

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