Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Che governo sarà questo dai colori carioca giallo verdi? Per il bene di questo nostro Paese e dei miei nipotini, spero ed auspico un buon governo.
Intanto questa dei colori di cui esso si ammanta è una novità che spinge la memoria all’indietro: il rosso delle bandiere della sinistra socialcomunista, il bianco democristiano, il rosa socialdemocratico, il nero missino ed il verde dei Verdi (a proposito che fine hanno fatto?); tutti spariti.

Il giallo non è un bel colore; c’ è nella bandiera del Vaticano in versione pallido tenue, ma richiama il “sindacato giallo”, quello dalla parte dei “padroni”; la febbre gialla, che mieteva vittime a centinaia; l’itterizia, altra malattia scomoda;

Più bravi, nel loro genere, quelli della Lega che hanno fatto del verde delle valli padane il loro simbolo, fregandolo senza un amen, ai titolari del Sole che Rideva e con una semplice ma geniale cancellazione di NORD dal nome, hanno lanciato il partito sino a Palazzo Chigi.

Questi tre mesi concitati e confusi si sono chiusi con tanti vincitori, quasi tutti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo una inerzia ondivaga che ha lasciato l’iniziativa ai due ragazzotti increduli di tanta fortuna elettorale, ritrovando i buoni servigi dell’italico Stellone, in limine mortis ha composto un governo giusto in tempo per avere accanto nella sfilata delle Forze Armate, una Ministra della Difesa nuova di zecca.

Giggino Di Maio, altro vincitore che a furia di alzare l’asticella del suo destino politico era giunto ad invocare l’impicciamento del Presidente Mattarella, porta a casa un risultato che dovrebbe costringere all’esilio volontario quel Piero Fassino che Segretario del DS, rifiutando la tessera a Beppe Grillo, gli disse “Vai a cercare i voti che vediamo cosa combini!”; la stessa cosa la disse a Chiara Appendino che poi lo cacciò da Sindaco di Torino.

Ancora: Salvini, quel Matteo che per ora dopo Renzi, Richetti, Orfini, Ricci, è rimasto l’unico ad onorare il nome che contrassegna la generazione dei quarantenni per quel vezzo contagioso che prende le mamme, ogni tanto, nel battezzare i figli; ha vinto usando due strumenti umili ma efficaci, la scopa e la ruspa ed anche tanta pancia nazionale.

Poi, tutti in piedi, il duo Casaleggio-Grillo, che in dieci anni sulla base di un paio di intuizioni banalmente geniali, hanno saputo leggere il futuro e ciò che lo stava caratterizzando ed oggi i loro eredi vincitori su un presente incasinatissimo, si preparano (incrociamo le dita) a gestirlo.

Sorprendentemente anche Matteo Renzi esce vincitore da questo agone: dopo la vittoria del 41% alle scorse europee, registra quella della sua linea politica annunciata nel momento delle seconde dimissioni – “Il PD all’opposizione ! – Fatto !!

Mancano ancora i vincitori più importanti, i cittadini italiani, che però hanno almeno scongiurato il rischio di vedersi rovinate le vacanze da indecenti elezioni agostane e tra timori e speranze si godono la soddisfazione (sic!) di aver ancora una volta innovato a livello europeo la scena politica, con la formazione del primo governo ispirato al populismo; qualsiasi cosa voglia dire questa parola indecifrabile: “Semo li mejo !!”.

Francesco Chiucchiurlotto (RES 161 – 2 giugno 2018 Festa della Repubblica)
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