Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Ho letto un’interessante teoria che ha a che fare con i geni profondi dell’italianità, per la quale personaggi avventurosi – avventuristi che godono pro tempore di incontrastato favore popolare, per una qualche legge del contrappasso ne pagano amare conseguenze, talvolta con la propria vita: il Valentino, Masaniello, Cola di Rienzo; di recente, Mussolini, Craxi, Berlusconi, Renzi, quest’ultimi ancora sub judice.

Li accomuna una rapidissima ascesa al potere, l’azzardo di un impulso narcisistico che li spinge a identificare, confondere, anticipare il proprio interesse a quello generale, il giocare il tutto per tutto senza curarsi delle conseguenze.

In molti ora nel post referendum si chiedono come sia stato possibile che si sia lasciato ad un solo individuo, Renzi, il tentativo di manomettere l’ordinamento della Repubblica, agire indisturbato a colpi di maggioranza impropria, cioè non uscita dalle urne, di voti di fiducia e di decreti legge, in violazione delle norme costituzionali che prevedono per essi particolari condizioni di eccezionalità ed urgenza. (Come del resto avvenne con Monti e Letta)

Sulle responsabilità di Napolitano si è detto molto: egli ha sempre promulgato la decretazione d’urgenza su materie le più differenti e delicate, riducendo il Parlamento da alto esercizio di uno dei potere costituzionali a mera ratificazione, non solo delle volontà dell’esecutivo, ma anche delle sue pessime elaborazioni; rimarrà negli annali la legge Del Rio che disponeva misure importanti “in attesa di”, che porta la sua firma.

Ma anche l’attuale Presidente della Repubblica ha proseguito sulla strada della primazia dell’esecutivo e della promulgazione di tutto ciò che gli veniva sottoposto: possibile che nei vari passaggi di analisi e verifica sia sfuggito a tutti che la legge 124/2015, la riforma della PA conosciuta come legge Madia, fosse incostituzionale in numerosi passaggi e che la delega originaria, scadendo il 27 novembre scorso, avrebbe praticamente vanificato mesi di lavoro, impegni, spese, come accadrà per rifare la Del Rio !

C’è una lezione da trarre che se non verrà appresa non solo da Renzi, ma da tutti coloro che hanno responsabilità decisorie, e di garanzia, farà danni ancora più gravi: l’ordinamento giuridico nonostante la sua mole e complessità è estremamente delicato; le funzioni di garanzia affidate alle varie corti di merito ed alla Presidenza della Repubblica non sono lungaggini burocratiche, insopportabili appesantimenti; la velocità delle decisioni è una ma neanche la più importante qualità delle leggi rispetto a congruità, semplicità, efficacia.

I nostri due ultimi Presidenti della Repubblica avrebbero potuto salvarci dal Masaniello di turno, ma rinunciando a fare gli arbitri, sono scesi sul campo da gioco, facendo autogol!

Francesco Chiucchiurlotto (Res 54)

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