Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio” è stato un libro che Silvio Berlusconi scrisse nel 2010 dopo essere stato colpito da una miniatura del Duomo di Milano, in cui raccoglieva i testi fondativi della sua discesa in campo e riproponeva la categoria dell’odio, come fattore politico preminente, almeno in quel contesto e frangente.

Non risulta, almeno a me, che dopo “l’odio di classe” all’interno della concezione della dittatura del proletariato del rivoluzionario duo Marx-Engels, qualcun altro abbia fatto riferimento all’odio in politica.

Il richiamo a questo sentimento estremo, portatore di intolleranza, violenza, gesti e comportamenti inconsulti, copre ogni argomentazione, impedisce ogni dialettica, sposta in una dimensione nuova il confronto politico, per quanto esso duro e spietato possa essere.

Si entra in una dimensione patologica, motivata spesso dalla paura del proprio fallimento sempre per colpa di altri, dall’alta ma incompresa presunzione di sé, nonchè rabbia da nicciana volontà di potenza repressa, che scatena altrettanti sentimenti virulenti, molto simili all’odio di cui si denuncia la presenza.

Cosi’ l’altro giorno, il 3 u.s., sono sobbalzato quando dalla TV, in un teatro di Padova durante una manifestazione per il SI referendario, il Premier-Leader ha invocato proprio l’odio: “… questa accozzaglia che sta insieme perché odiano noi e non perché amano l’Italia. !! “ Letterale il virgolettato.

Allora, – accozzaglia – termine dispregiativo nei confronti di provenienze politiche eterogenee ed anche opposte che sostengono l’opinione condivisa per il NO al referendum, che non tiene conto che il merito della discussione è la Costituzione, cioè le regole generali del gioco politico e della civica e democratica convivenza di tutti i cittadini, e non l’appartenenza politica o la professione di una ideologia.

Ancora, – che sta insieme perché odiano noi – fantastico doppio uso strumentale del concetto di odio; da una parte esso tiene insieme un fronte di opposizione che non ha argomenti, ragioni, motivazioni di varia natura: politica, giuridica, estetica, filosofica, o semplicemente di buon senso.

Dall’altra, questo odio non colpisce solo il Leader-Premier, che tra l’altro ha fatto di tutto per mettere i cani in salita, ma colpisce NOI, cioè voi che state qui ad ascoltarmi in santa pace e che ora che vi ho rivelato la minaccia, non potete stare più tranquilli, perché se NOI siamo i buoni, LORO sono i cattivi e ne consegue che vanno odiati.

Infine il percorso circolare retorico/dialettico si chiude con la rivelazione ultima dell’avversario che diventa nemico perché – non amano l’Italia -; quindi odio come motivazione, distanza e disprezzo dal bene comune la Patria Italiana, che resta affidata e difesa da una sola parte, quella del SI referendario. Siamo ben oltre Berlusconi; cominciamo tutti, SI e NO, a preoccuparci!

Francesco Chiucchiurlotto (Res 48)

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