Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – Maria Antonietta Di Gaspare, Sindaco di Borbona, 668 abitanti, Rieti, scrive alle Spettabili Poste Italiane segnalando con l’educazione istituzionale appropriata al ruolo, che Borbona è un Comune nel cratere sismico, inagibile al 70%, con 78 anziani ricoverati nella locale struttura sanitaria, e che il sabato si anima di cittadini che rientrano, visitatori e parenti degli anziani, ma che proprio il sabato l’Ufficio Postale è stato chiuso.

“Credo che Poste Italiane “ conclude il Sindaco” debba essere attore e protagonista di questa fase particolarissima ed assicurare l’apertura dell’Ufficio Postale tutti i giorni perché questi piccoli segnali si trasformino in importanti simboli di ripresa.”

Nadia Cipriani, Sindaco di Gorga, 730 abitanti, Roma, scrive alle Spettabili Poste Italiane facendo presente segnalando con l’educazione istituzionale appropriata al ruolo, che Gorga è un Comune che ha già avuto provvedimenti di chiusura del locale Ufficio Postale, aperto 3 giorni a settimana, e che la distribuzione di posta a giorni alterni aggraverebbe ulteriormente il disagio per la popolazione, in maggioranza anziana.
“… evitare disagi ai cittadini utenti “ chiede il Sindaco” che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell’accordo siglato tra Poste Italiane e Stato.”

Sono centinaia i Sindaci di borghi e paesi in gran parte montani, che segnalano situazioni di disagio e disservizio chiedendo che non si accresca la crisi di spopolamento ed invecchiamento della popolazione nelle aree interne cui seguirà inevitabilmente il collasso socioeconomico; poiché i 5535 Comuni sino a 5000 abitanti amministrano, manutengono e tutelano il 54% del territorio nazionale, la questione è e deve essere, di portata nazionale.

Cosa sta succedendo? Poste Italiane ha annunciato di voler procedere nel corso del 2017 con la riduzione della consegna della corrispondenza in 2632 Comuni a giorni alterni, dopo aver ridotto sia gli uffici postali, sia i giorni della loro apertura, in forza della legge di stabilità 2015, ad altri 2632 Comuni; il governo taglia risorse a Poste Italiane ed a pagare sono i più, deboli e fragili? C’è qualcosa di profondamente distorto in tutto questo.

La reazione dei Sindaci ha prodotto sentenze TAR di revoca dei provvedimenti restrittivi ribadendo che il Servizio Postale è servizio universale tutelato dalla legislazione europea ed evidenziando “ l’obbligo del gestore di garantire il rispetto delle esigenze essenziali e di offrire agli utenti, in condizioni analoghe, un trattamento identico, ma anche di svolgere un ruolo fondamentale nella funzione di coesione sociale ed economica sul territorio nazionale”

Come è possibile che un governo di centrosinistra che ha fatto del localismo, del patrimonio di bellezza, tipicità ed eccellenza che esso custodisce, della storia, tradizioni, folclore che lo impregnano, il cuore della sua narrazione politica, poi ad ogni occasione si accanisce proprio con i Comuni e tra essi i più fragili e necessitanti di aiuto, come i tagli a Poste spa?

Cos’è quest’Italia alla rovescia dove quasi niente corrisponde alle enunciazioni, ai propositi, agli impegni solenni? Le istituzioni di prossimità sono quelle che tengono insieme il Paese, sono quelle sulle quali i cittadini possono contare, e le recenti luttuose vicende del terremoto lo dimostrano; ma allora perché il governo non da a Poste Italiane risorse per installare Postamat, nuovi servizi agli sportelli, come quelli del pagamento tickets sanitari o Tesorerie Comunali; certo anche con orari concordati in loco, ma nella consapevolezza del suo ruolo pubblico, essenziale per avviare un controesodo vitale per le aree interne”.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 66)

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email