VITERBO – Negli ultimi tempi le Autorità competenti in materia hanno posto la loro attenzione su quanto sta accadendo sul lungo lago di Bolsena e per l’intera circonferenza lagunare.

Secondo indiscrezioni le Autorità, attraverso gli organismi preposti, oltre ad aver denunciato la scarsa efficienza del depuratore del COBALB e aver preso atto dell’inquinamento delle acque del fiume Marta, stanno indagando lungo buona parte dei quarantadue Km. di litorale lagunare poiché sospettano più di un abuso edilizio e l’occupazione, più o meno legale, del patrimonio demaniale.

Il fenomeno non è da sottovalutare, anche se buona parte è accaduto negli anni scorsi ed alcune situazioni sono state sanate. Sembra, che, almeno in alcuni tratti, il fenomeno stia ancora andando avanti con buona pace delle autorità locali che appaiono distratte. Mancherebbe quella necesaria e adeguata vigilanza per la tutela del patrimonio ambientale.

Non si può dimenticare che le realtà demaniali lagunari prima appartenenti alla Regione, in forza del decentramento delle competenze, contemplato nella legge regionale numero quattordici del millenovecentonovantanove, e della delibera numero millecentosessantuno del trenta luglio duemilauno, devono passare ai Comuni i quali, a loro volta, dovrebbero esercitare tutte le incombenze che una volta venivano effettuate dalla Regione; quindi una generale revisione dello stato dei fatti e, di conseguenza, avviare una nuova ricognizione giuridico-amministrativa di ogni realtà e il risanamento di ogni situazione, tenendo conto del necessario sviluppo economico-turistico del lungolago e dell’occupazione che le attività turistiche garantiscono.

Va altresì tenuto conto che non sempre lo sviluppo turistico-economico coincide con i principi della salvaguardia dell’originalità del territorio con le sue peculiarità naturali atte alla salvaguardia della flora e della fauna che si sviluppa su di esso.

Diventa quindi necessario saper mantenere un sano equilibrio tra tutte queste componenti, poiché esse producono turismo proprio per la loro armonica coesistenza.

Pietro Brigliozzi

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