Bengasi Battisti, Consigliere Comunale del comune di Corchiano, scrive una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’ambiente Sergio Costa, al Ministro dello sviluppo economico On.le Stefano Patuanelli.

«Il piano per l’individuazione delle aree da destinare a deposito nazionale per le scorie radioattive – afferma Bengasi Battisti – è la dimostrazione di quanto sia a volte incolmabile la distanza tra le realtà territoriali e le istituzioni.

Esaminare l’idoneità di un territorio a ospitare un impianto che occuperebbe 150 ettari senza considerare vocazioni naturali, economia e condizioni sociali è il principale segno di assenza di sensibilità verso le storie e i valori di un luogo e della sua popolazione.

Nelle nostre terre da anni è in corso un processo comunitario, fondato sulla partecipazione, dove le tipiche tradizioni agricole sono costantemente valorizzate attraverso nuovi saperi e diffuse e moderne conoscenze.

Un percorso che ha ben chiaro il valore di ogni singolo luogo, delle sue bellezze naturalistiche, storiche e monumentali. Un percorso che conosce il loro pregio e lo coniuga mirabilmente alle produzioni locali aumentandone il valore e rendendole tipiche e non delocalizzabili.

Sinergie straordinariamente legate al tessuto connettivo della storia e della tradizione che determinano legami comunitari e generazionali di valore economico e sociale unico.

È qui che il giovane ingegnere insieme ai genitori e ai nonni valorizza i prodotti della terra, li trasforma e li commercializza.

È in questo contesto che il nipote del primo gelataio del Paese, ormai esperto in cioccolato, sperimenta e condivide ricette dove il cacao giusto si mescola alle migliori nocciole per una pasta da esportare.

Siamo dentro dinamiche dove giovani filosofi e antichi contadini, cultura classica e nuova tecnologia, individuano il valore degli elementi che rendono pregiati i prodotti della terra, in particolare nocciole, olio e vino.

Ebbene, tutto questo e molto di più potrebbe essere spazzato via da un impianto che le istituzioni hanno programmato senza considerare il prezioso bene della vita delle persone».