Il Gruppo di Studio e Conservazione dell’Albanella minore composto dai volontari della LIPU di Viterbo, ha appena concluso la quindicesima stagione consecutiva di attività nella Tuscia viterbese.

Il ‘’Falco del grano’’, quest’anno è stato particolarmente generoso con noi e con tutti gli agricoltori che si sono appassionati a questo splendido rapace.

A partire dal lontano 2006, il nostro Gruppo – comunica Enzo Calevi, Coordinatore del G.S.C.A., – si è dedicato per 5 mesi ogni anno, alla tutela ed alla conservazione di questa specie gravemente minacciata in particolar modo dalla meccanizzazione nelle pratiche agricole. Grazie alla collaborazione degli operatori agricoli, negli anni siamo riusciti dapprima a stabilizzare la popolazione di individui nidificanti, quindi a veder crescere costantemente i siti di nidificazione, il numero dei giovani involati ed il successo riproduttivo.

Quest’anno in particolare, iniziato con tante difficoltà dovute all’emegenza pandemia che ha inciso soprattutto nella prima parte della stagione, alla fine si è rivelato in assoluto il migliore di sempre per numero di nidi e di giovani Albanelle involate, ben 23 che a breve, affronteranno la migrazione di ritorno in terra d’Africa.

Un premio per noi che ce ne siamo presi cura da così tanto tempo e che vediamo premiati i nostri sforzi, per gli agricoltori che diventano i primi collaboratori fattivi del progetto ed infine, per chi ha a cuore la biodiversità, per chi ha imparato a conoscerci, ci stima e ci rispetta, per chi non accetterà senza lottare, la sparizione dalle nostre campagne, di un animale così bello, elegante e perfino utile.