CGIL FP, CISL FP e UIL FPL scrivono al Presidente Giunta Regionale On.le Nicola Zingaretti e all’Assessore alla Sanità ed all’Integrazione Socio Sanitaria Dott. Alessio D’Amato annunciando lo Sciopero nazionale sanità privata, una richiesta di intervento di sostegno.

«Come a voi noto le nostre segreterie nazionali, dopo aver inutilmente tentato di conciliare in sede ministeriale le pretestuose resistenze delle parti datoriali AIOP ed ARIS alla sottoscrizione del CCN di lavoro della sanità privata, hanno proclamato per il prossimo 18 giugno lo sciopero generale del personale della sanità privata e delle RSA.

In questi mesi tutti i lavoratori impegnati in sanità hanno dato un contributo immenso e tra questi quelli che operano nel privato accreditato e nelle Rsa hanno ancor di più scontato le difficoltà in termini di approvvigionamenti di presidi di protezione e di contagio superiori a quelle riscontrate nel pubblico.

Sempre restando nel periodo emergenziale, sotto il profilo economico codesta regione nei mesi di marzo, aprile e maggio ha disposto affinché alle medesime imprese fossero garantite le necessarie risorse in acconto per sopperire al calo dei ricoveri ordinari, e per altre disponendo per ulteriori risorse ed incrementi di tariffe legate alla tipologia di pazienti CoViD.

Già con la nota dello scorso 14 maggio, con la quale le scriventi a seguito dello stato di agitazione e del blocco degli straordinari diffidavano tutte le strutture accreditate del Lazio dal ricorrere a forme surrettizie di lavoro e a utilizzare personale non direttamente dipendente della struttura per l’erogazione di prestazioni sanitarie, sollecitavamo codesta regione a svolgere appieno il proprio ruolo di committente nei confronti della imprenditoria privata che eroga un servizio per conto del pubblico.

Sono 25 mila i dipendenti delle strutture private accreditate con la regione Lazio che quotidianamente sono impegnati in tali strutture ad erogare prestazioni sanitarie eguali a quelle che forniscono i dipendenti delle ASL, con una sola differenza, un contratto scaduto da 13 anni per le strutture private e di 8 per le RSA.

E’ una vergogna che non può più essere sopportata.

Ed è qualcosa su cui queste Organizzazioni Sindacali regionali ritengono ognuno debba fare la propria parte. Non bastano gli inviti che il ministro Speranza e il presidente Bonaccini hanno anche quest’oggi rivolto alle parti datoriali AIOP ed ARIS per sottoscrivere in tempi brevi il CCNL.

Non possiamo più giudicare affidabili soggetti datoriali che nel corso di questi mesi hanno disatteso ogni impegno. Serve una presa di posizione di ogni regione.

Soprattutto della nostra che, in maniera più o meno velata viene sempre sottintesa, dalle associazioni datoriali, come elemento di debolezza per la composizione dell’accordo nazionale. Come se le colpe della vergogna di 13 anni fossero del management del Lazio.

E’ necessario che tali dubbi vengano formalmente fugati ed è per questo che si richiede di mettere in atto tutte le iniziative, anche di carattere pubblico, utili a facilitare e portare a conclusione una vertenza trascinatasi da oltre trentuno mesi di trattativa e che non può essere ulteriormente rinviata in danno di tutti i trecentomila dipendenti interessati al rinnovo contrattuale della sanità privata».