VITERBO – Gioco d’azzardo: sono 199 i giorni medi di astinenza in un anno registrati nel 2014 dai partecipanti dei gruppi di auto mutuo aiuto della Asl e della Provincia di Viterbo, con un aumento di 14 giorni medi di “liberazione” dalla dipendenza rispetto al 2013. 10547 sono, invece, i giorni totali di astinenza dei partecipanti da qualsiasi tipo di gioco d’azzardo, con un incremento considerevole rispetto ai 7955 dell’anno precedente.

 

Sono questi alcuni dei dati più significativi del rapporto 2014 relativo ai gruppi di auto mutuo aiuto per le persone con il problema del gioco d’azzardo patologico (Gap) e per i loro familiari, attivi a Viterbo e a Tarquinia. Il progetto, i cui referenti sono Anna Rita Giaccone e Luca Piras, è realizzato dal Sert della Asl di Viterbo e dall’Amministrazione provinciale.

 

Il campione
Il campione dei soggetti osservati è costituito da 53 persone frequentanti i gruppi, di cui 48 sono gli uomini e 5 le donne, e da 46 familiari accompagnatori, 37 donne e 9 uomini, anche loro presenti agli incontri settimanali dei gruppi. “Ai partecipanti – spiega il direttore del Sert, Anna Rita Giaccone – è stato somministrato un test psicologico in uso nelle ricerche e negli studi internazionali. Questo strumento ha permesso di accertare un coinvolgimento con valori massimi, rispetto alla scala adottata, nel rapporto con il gioco d’azzardo al momento dell’ingresso nei gruppi”.

 

I tipi di giochi d’azzardo
Rispetto alla varietà dei giochi d’azzardo, è risultata nettamente prevalente la dipendenza dalle slot machine (nel 80% dei casi), seguite dalle scommesse sportive (quelle calcistiche e quelle ippiche), nel 16% dei casi, e dai gratta e vinci, nel 4% dei partecipanti.

 

Le conseguenze economiche
I conduttori dei gruppi hanno rilevato tra i frequentanti una consistente presenza di acuti problemi economici quale conseguenza dei precedenti anni di gioco d’azzardo incontrollato. Le criticità vanno dalla compromissione dei bilanci e dei beni di famiglia fino anche a rari casi di rapporto con prestatori di soldi a tassi usurai. Ma, oltre ai risvolti economici, gravi sono anche le problematiche relazionali e sociali legate alla dipendenza dal gioco: dall’aumento della litigiosità familiare alla separazione dal coniuge, dall’isolamento comunicativo alla compromissione dei rapporti con i familiari, fino alla perdita del lavoro. “Dal punto di vista psicopatologico – commenta lo psicologo della Provincia, Luca Piras – appare significativa anche la presenza di fantasie suicidarie in soggetti con gravi compromissioni economiche e relazionali conseguenti al gioco d’azzardo”.

 

La partecipazione ai gruppi di auto mutuo aiuto ha anche favorito la creazione di un comitato spontaneo dei familiari e delle persone dipendenti che, recentemente, ha chiesto di aderire al coordinamento nazionale dei gruppi per giocatori d’azzardo. “Il coordinamento – conclude Anna Rita Giaccone – costituisce la più importante realtà nazionale per la condivisione delle esperienze locali, per la conoscenza scientifica sul fenomeno sociale del gioco d’azzardo e per organizzare un’azione civile e culturale diffusa”.

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