Belcolle

«A pochi giorni dalla diffusione dell’emergenza legata al virus COVID-19 l’ospedale di Belcolle è già sull’orlo del collasso. Oggi tutti celebrano – e giustamente! – l’eroico attivismo degli operatori della sanità pubblica, ma chi ricorda i tagli che questi hanno subito negli anni da parte dei governi di centrodestra e poi di centrosinistra?

Chi ricorda il ridimensionamento di personale e strutture pubbliche? Chi ricorda i flussi di denaro dirottati verso la sanità privata? (Neanche a dirlo, era la stessa sanità privata che oggi resta praticamente inerte, non scorgendo occasioni di profitto a breve termine.)

Noi – comunica Roberta Leoni, Segreteria Provinciale Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea), – ricordiamo tutto: si sono trasformati i Pronto Soccorso in PPI, poi i PPI in PAT, ogni volta riducendo organico, strutture, servizi. Si è chiuso il Pronto Soccorso a Montefiascone, poi a Ronciglione, e si è portato Belcolle al limite del cedimento. Il risultato è che oggi il diritto costituzionale alla salute non è più garantito, e che le professioni sanitarie rischiano di dover discriminare fra pazienti anziani e giovani. Bel colpo.

La salute è un diritto, non una fonte di guadagno. Per questo ci uniamo alla richiesta del Sindaco di Ronciglione Mengoni, chiedendo che sia immediatamente riaperto il polo ospedaliero del comune cimino.

Chiediamo inoltre che vengano messi a disposizione posti letto e sale operatorie in altri centri ospedalieri della Provincia – ad esempio Civita Castellana, come richiesto anche da nostro gruppo consiliare. Le strutture ci sono, adesso serve la volontà politica. La sanità torni ad essere interamente pubblica, efficace, trasparente e gratuita».