Dopo la breve parentesi della mostra temporanea del 2013, sono visibili e fruibili in modo definitivo tutti gli ex voto conservati nel Monastero di S. Rosa, costituiti da quarantuno esemplari, tra tavolette e piccole tele, prodotti di un’arte povera e locale nel corso di due secoli e che rappresentano una straordinaria testimonianza di vita e devozione.

Presentano tutti immagini di Rosa intercedente e benedicente in un contesto di situazioni quotidiane di dolore e di affanno (malattie, incidenti, infortuni, atti di violenza, ecc.) risolte grazie all’intervento miracoloso della nostra Santa.

Le tavolette hanno trovato la loro definitiva sistemazione in una parete del corridoio, adiacente all’urna della Santa, che porta alla sale più antiche e artistiche del Monastero: sala capitolare e sala refettorio ora adibite a prestigiose locationmuseali.

L’allestimento, progettato dall’ing. Paolo Paganucci, mette in particolare risalto la bellezza e la peculiare valenza storico-religiosa di tali opere.

Particolare interesse è costituito dalla rappresentazione di arredi, edifici, stanze ed abbigliamenti che, anche se tracciati con semplici tratti, sono un chiaro documento del periodo in cui sono state dipinte le tavolette.

Grazie all’intervento del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ONLUS, che ha utilizzato i fondi ottenuti dal 2 per mille per la cultura, e il finanziamento della Fondazione CARIVIT, gliex voto, la cui creazione va dal 1651 al XIX secolo, hanno subito delicati e professionali interventi di restauro e recupero da parte diEmanuele Joppolo e Giorgio Capriottiche con sensibilità e competenza hanno reso visibili ed apprezzabili anche quelle tavolette che con il tempo erano divenute illeggibili.

Il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ONLUS ringrazia padre Sandro Guarguaglini, le Sorelle Francescane Alcantarine e la Federazione delle Clarisse Urbaniste d’Italia per la volontà di aprire alla conoscenza di tutti l’ingente patrimonio storico, artistico e documentario conservato nel monastero di Santa Rosa.